I diabetici vanno aiutati per affrontare meglio i vincoli imposti da questa insidiosa malattia

Il diabete di tipo 2 si affronta meglio in coppia. Lo rivela una recente indagine GfK- Eurisko per Novartis (circa 900 diabetici coinvolti). Il «caregiver» per il paziente diabetico (in genere è un familiare che affianca il malato, di sesso femminile nel 60 per cento dei casi) è di fondamentale importanza: in ben 9 casi su 10 lo aiuta e lo supporta nella gestione della patologia, motivandolo e sostenendolo concretamente nel tenere sotto controllo la glicemia. I dati dimostrano che il paziente che riceve un sostegno di questo tipo si sente più soddisfatto del proprio stato di salute (il doppio rispetto a chi vive solo), è meno ansioso, più attivo e in generale riesce ad accettare meglio la propria condizione. Inoltre non dimentica di assumere la terapia (il 76 per cento), segue una dieta controllata (il 72 per cento), è spronato a praticare attività fisica (il 55 per cento) e si sottopone a regolari controlli medici (oltre il 50 per cento). In ambito diabetologico le «associazioni» riguardano oggi anche l’approccio terapeutico.
E’ il caso del primo anti-diabetico orale, già disponibile in Italia, che abbina due principi attivi (vildagliptin e metformina) in un’unica compressa. Una soluzione innovativa al problema del controllo glicemico (secondo la ricerca un paziente su due dichiara di avere crisi ipoglicemiche) e in particolare all’adesione alla cura.
«L’associazione vildagliptin e metformina, tiene sotto controllo i livelli glicemici, agendo in modo complementare. L’inibitore dell’enzima DPP-4 vildagliptin favorisce la secrezione di insulina e riduce quella di glucagone, solo quando serve, preservando così la naturale funzionalità del pancreas; metformina agisce principalmente sulla resistenza periferica dell’insulina», commenta Edoardo Mannucci, dirigente medico del servizio di diabete, unità di geriatria dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi, Firenze. «Combinare in un’unica compressa le due molecole -precisa Mannucci - garantisce una migliore aderenza alla terapia». Spesso il paziente diabetico assume fino a una dozzina di compresse al giorno: da quelli per il colesterolo agli antiaggreganti, agli antipertensivi. «Con un buon profilo di tollerabilità ed un effetto neutro sul peso – prosegue Mannucci - questo nuovo farmaco risulta efficace anche nei pazienti complessi, come gli anziani, che manifestano intolleranza per altri farmaci, o che hanno patologie concomitanti. L’efficacia sulla glicemia post-prandiale lo rende inoltre efficace e valido nei pazienti che presentano un aumento della glicemia subito dopo i pasti».