I diari della moglie e i convegni

Lev Nikolaevic Tolstoj (1828-1910) è autore di alcuni dei massimi capolavori della letteratura mondiale, fra cui ricordiamo almeno «Guerra e pace», «Anna Karenina», «Resurrezione». In occasione del centenario della morte, Russia e Francia hanno annunciato un grande piano di celebrazioni. In Italia è stata pubblicata di recente una nuova edizione dei notissimi «Diari. 1862-1910» di Sof’ja Tolstaja, moglie del grande scrittore, con prefazione del Premio Nobel per la letteratura Doris Lessing. L’anno scorso era invece uscito l’inedito Amore colpevole (1893) in cui Sof’ja risponde a Tolstoj e alla sua spietata analisi del matrimonio contenuta nella «Sonata a Kreutzer». Anche nei «Diari», Sof’ja non lesina critiche al marito: distaccato, geloso, noioso, parla «per frasi fatte». E ancora: «Al genio bisogna dare da mangiare, bisogna lavarlo, vestirlo, bisogna trascrivere le sue opere un numero infinite di volte, bisogna amarlo, non fornire pretesti alla sua gelosia, perché sia sereno». Anche la paternità non sembra essere tra i punti di forza del conte Tolstoj: «Bisogna nutrire ed educare i suoi innumerevoli figli che procrea, con cui però si annoia e non trova il tempo di stare, perché deve comunicare con i vari Epitteto, Socrate, Buddha e deve lui stesso tentar di diventare uno di loro». La differenza d’età (Sof’ja era nata nel 1844) era un ostacolo difficile da superare: «È vecchio, troppo assorbito dalle sue occupazioni e io oggi mi sento tanto giovane e avrei tanta voglia di fare delle follie! Invece di andare a letto avrei voluto fare le capriole, ma con chi?».