I dibattiti in redazione

2 TAGLI SVANTAGGIOSI

Che danno eliminare

le comunità montane
Salvo ripensamento dal 1° maggio 2011 vengono a cessare le Comunità Montane che se efficienti disimpegnavano un buon lavoro per i paesi e cittadine disseminati in particolare nell’entroterra montano. Originariamente le Comunità Montane erano pressoché organizzazioni fra Comuni della medesima zona, che con pochissime spese portavano con profitto avanti i problemi comuni dei vari Comuni.
Successivamente le Comunità hanno assunto un ruolo sempre più di enti burocratici diretti più dalla politica che dall’amministrazione consortile, tanto da annoverare soltanto in Liguria 170 circa dipendenti. Le prime organizzazioni zonali a patire della congiuntura economica sfavorevole sono state le Comunità Montane.
Ricordiamo molte Comunità Montane, che forse si sono estese territorialmente troppo associando Comuni che nulla avevano da spartire con i monti.
Alla ribalta con doveroso omaggio per i risultati raggiunti si ricorda una delle prime Comunità Montane, che originariamente si denominavano Consiglio Comunità Alta Valle Bormida, i fondatori maggiori l’avvocato Giacomo Cigliuti millesimese trapiantato a Genova, l’avvocato Giacomo Ruffino, millesimese (già sindaco), trapiantato a Savona con diversi sindaci ed enti dei Comuni della vallata del Bormida.
Vi era un solo responsabile amministrativo l’avvocato Bellenda, le risorse solo contributi di enti ed associazioni, ma i risultati promozionali per il Comuni della vallata cospicui sotto tutti gli aspetti.
Subito si è pensato ad aiutare nei limiti del possibile il comparto agricolo e forestale con il turismo per tutti centri con una promozione enogastronomica di prodotti locali, frutta, funghi, castagne, ortaggi, promuovendo concorsi fra i ristoranti delle varie zone, dando indicazioni sui nuovi agriturismo.
Un’attenzione particolare è stata rivolta alla realizzazione di nuove strade interpoderali ed interprovinciali come la nuova strada Calizzano Garessio, la Bormida Colle Melogno dando respiro comunicativo fra le varie vallate i centri rivieraschi e del Piemonte.
Si ricorda l’istituzione delle mostre mercato Alta Val Bormida con sedi dislocate in diversi paesi con un corollario di manifestazioni collaterali, compresi spettacoli con attori affermati, cantanti di grido, con la partecipazione fra gli altri Il Quartetto Cetra, ballo artistico a Cengio ecc. Si era istituito un giornale di Valle denominato Alta Val Bormida al quale ha anche collaborato lo scrivente.
Da un periodo fiorente e proficuo della iniziale comunità presieduta dall’avvocato Cigliuti si è passati alla Comunità più strutturata con direzione di G.N. Ghisolfo si è proseguito nel sociale dando un’impronta alla vallata, formando un consesso di Comuni verso Millesimo.
La successiva Comunità Montana con sede a Millesimo, si è notevolmente allargata coinvolgendo i Comuni della Valle Bormida di Cairo Montenotte.
Ultimamente le Comunità Montane sono entrate in discussione, non si sono eliminati altri enti, puntando alla soppressione delle Comunità Montane. Si è così arrivati non solo in Valle Bormida, ma in tutte le regioni, alla soppressione.
Alcune Comunità Montane avevano debordato inserendo Comuni non ubicati in zone prettamente montane.
Complessivamente le Comunità avevano dato aiuti validi in zone montane e collinari. Si spera che altri enti provinciali e regionali sostituiscano le Comunità non abbandonando le popolazioni ivi residenti.

2 ECOLOGIA DELLE ORECCHIE

Una sanzione per

i motorini più rumorosi
Caro Lussana, credo che la Liguria registri la più alta concentrazione di motociclette e motorini che in qualsiasi altra zona del globo terracqueo. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che obbligherà a partire dal 14 luglio prossimo chiunque acquisterà un cinquantino a munirsi della nuova targa di sei caratteri che verrà abbinata al veicolo e risulterà sul certificato di circolazione insieme alle generalità del proprietario e alle caratteristiche tecniche del veicolo. Sono convinto che se, tra una targa e l’altra e tra un rimpasto di Governo e l’altro, si pubblicasse sulla stessa Gazzetta un decreto che rendesse obbligatoria una severa sanzione a chi pesa più di settanta chilogrammi, possiede motorini col motore ormai spompato, e si accinge ad affrontare una ligure salita, si farebbe opera meritoria, per l’ecologia tanto invocata e per le orecchie dei... viandanti!
Cordiali saluti
Luigi Fassone - Camogli
2 PREVENZIONE

Alcol, i media «martellino» giovani e genitori
È un po’ di tempo che non mi sento ben disposta verso quella che è pur sempre la mia parte politica, ma oggi ho partecipato a una tavola rotonda presso l’Istituto Vittorino da Feltre - Bernini di Genova, organizzata dall’onorevole Cassinelli, dal titolo «Giovani e alcool- Prevenzione e sicurezza». Partecipavano illustri relatori fra cui il direttore del Vittorino, professor Guido Ancona, e il professor Gianni Testino, direttore Alcologia e patologie correlate dell’Ospedale San Martino. Moderatore il simpatico Alberto Pastanella, che mosse i suoi primi passi nel mondo dell’informazione qui a Genova e che ci fu al fianco nelle battaglie dei comitati del Centro Storico per la rivalutazione del cuore antico di Genova.
Onore al merito, l’incontro è stato interessantissimo, presenti moltissimi giovani, e purtroppo terrorizzante per i dati medici che il professor Testino illustrò col supporto di video. Estremamente preoccupanti sono i dati che indicano come l’età in cui si comincia a bere alcolici si abbassi sempre più, arrivando agli undici anni: i danni cerebrali e a livello di circolazione e fegato sono fra questa età e i 18 anni irreversibili.
Sarebbe importante che a contrastare gli innumerevoli spot che pubblicizzano alcolici e superalcolici venisse fatta attraverso i media una informazione martellante diretta ai giovani e soprattutto ai genitori, che paiono inconsapevoli o indifferenti riguardo ai danni di ogni genere, non ultimi quelli provocati da guida in stato di alterazione da alcolici, che sono a breve e a lungo termine causa di morte o di invalidità.
Non serve un inutile proibizionismo, come ben sappiamo dalla storia del proibizionismo negli Stati Uniti, ma una educazione che deve essere portata avanti in contemporanea dalle Istituzioni, dalla scuola, dalle famiglie: educazione al rispetto di se stessi e delle leggi vigenti, quella educazione che vediamo sempre più latitare, sopraffatta dalle mode, dall’immagine, dalla stupida convinzione che l’alcol possa dare quella sicurezza di sé che giustamente i giovani vogliono raggiungere... ma non a questo modo e a questo prezzo.
Fiorella Merello Guarnero
2 CORSO ITALIA

I furgoni dei dolciumi

e il rispetto delle regole
Desidero nuovamente segnalare i due furgoni (vendita dolciumi e affitto pattini-biciclette) posteggiati fissi in Corso Italia (parte alta verso Boccadasse - lato mare).
Innanzitutto mi chiedo se nei permessi comunali è regolare che certi tipi di servizi commerciali siano con automezzi fissi sul suolo pubblico, se rispettano le regole basilari comunali e se, penso, essendo inseriti negli ambulanti tali mezzi devono essere spostati ogni fine giornata.
Un’altra cosa che ho notato tempo fa, e già segnalata, è l’impianto elettrico (in special modo del venditore di dolciumi) non proprio a norma. Non penso sia stato cambiato nel frattempo, all’epoca c’erano varie multiprese non impermeabili attaccate tra loro e semplicemente appoggiare a terra. Tra l’altro in quell’impianto sono allacciati anche i giochi per i bambini.
A voi cosa sembra tutto ciò?
... parlando di commercianti in strutture non fisse, che mi dite del chiosco dei sudamericani nei giardini di Brignole lungo Thaon di Ravel lato Vittoria?
Cordiali saluti.
Marcello Duma