I diniani ripartono da sanità e istruzione

«Un movimento giovane a sostegno del Popolo della libertà», dopo la fuoriuscita di Rosario Monteleone passato all’Udc il gruppo dei Liberaldemocratici si riorganizza in Liguria. La presentazione della nuova classe dirigente ieri all’hotel Bristol di Genova.
Alla guida del movimento di Lamberto Dini, con il ruolo di coordinatrice regionale, c’è Isabella Susy De Martini rimasta fedele alla linea nazionale dell’ex premier e pronta a dare man forte alla campagna elettorale del Pdl dopo l’esperienza nella Margherita e a sostegno del Governo Prodi, ormai archiviata: «In pochi ricordano che se andiamo a votare, lo dobbiamo a Dini- apre spumeggiante la De Martini -. E’ stato lui a concludere un’ alleanza che pendeva troppo a sinistra».
Con lei ci sono quattro coordinatori provinciali, «gli ho scelti tutti maschietti perché sono contro le quote rosa» se la ride la De Martini, presentando i compagni d’avventura. C’è Alfredo Campa, coordinatore per Savona e vice presidente regionale, ad Imperia Roberto Galliano e alla Spezia Massimo Parodi. A Genova è stato scelto Danilo Marinpietri, anche lui con un passato nella Margherita e critico con la dirigenza locale del Pd: «I moderati che si sono salvati sono solo quelli che si sono garantiti poltrone- attacca-. C’è stata una totale annessione ai vecchi Ds».
Nessun candidato dei Liberlademocratici compare nelle liste del Pdl in Liguria, ma il sostegno è garantito così come i buoni rapporti con gli altri soggetti che compongono la lista. Lo testimonia la presenza in sala di Roberto Cassinelli di Forza Italia, Gian Domenico Barci, Lista Biasotti, e Sergio Cattozzo ex Udc ed esponente dell’associazione per il Partito Popolare Europeo oltre al capolista al Senato Enrico Musso.
Ai futuri deputati e senatori, in cambio dell’appoggio in campagna elettorale i diniani chiedono impegni per la Liguria su sanità e istruzione: «Auspichiamo- spiega la De Martini-. la firma di un protocollo d’intesa con i medici generici perché tutti i pazienti tra i 40 e i 60 anni, vengano visitati due volte l’anno ». «Esiste poi un mercato di 360 mila studenti stranieri che potrebbero venire in Liguria.- parla del secondo punto la coordinatrice liberaldemocratica-. La nostra regione dovrebbe stringere accordi con le università straniere per portare da noi quella che diventerà la loro futura classe dirigente».