I dipendenti Anni Verdi tornano alla carica: «Siamo senza stipendi»

Chissà quando il patto per il risanamento della sanità comincerà a produrre frutti. Certo che se il buongiorno si vede dal mattino... Stanno ritornando alla carica, come già un anno fa, i creditori delle Asl, i fornitori di servizi sanitari e le case di cura convenzionate che ricevono i pagamenti delle tariffe con il contagocce. E a questo stuolo di richieste di quietanza si vanno ad aggiungere pure i dipendenti dell’ente morale ex Anni Verdi (che si occupa della cura di giovani disabili) ai quali non viene pagato lo stipendio da qualche mensilità. Circa 500 operatori sanitari ai quali il consorzio di cooperative Ri.Rei, che gestisce la onlus da settembre 2006 a seguito dell’affidamento diretto del bene da parte dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia grazie ad un accordo monopartisan siglato con la Cgil, ha comunicato che le scadenze delle prossime mensilità saranno versate in ritardo visto che, a oggi, le Asl non hanno ancora pagato le fatture delle prestazioni già fornite.
Così rimane da chiedersi se la Regione invece ha versato nelle casse delle Asl le risorse necessarie a farlo, visto che una delle priorità della giornata di ieri, a sentire l’assessore alla Sanità, sarebbe stata quella di «fare il punto sulla complessa situazione di Anni Verdi, e definire con le Asl di competenza una linea comune per la gestione delle strutture». Per quanto riguarda il pagamento del pregresso, Battaglia ha pure assicurato che si sarebbe fatto carico presso l’azienda San Giovanni - che è incaricata di curare le quietanze delle forniture relative agli aspetti più complessi della riabilitazione dei cittadini disabili - di sollecitare i debiti pregressi con il consorzio di coop. Ci sarà solo da attendere? Chissà. Intanto sulla questione finanziaria è proprio il presidente Piero Marrazzo ad aprire un altro fronte e far sperare «male» su prossime liquidazioni creditizie. Già, infatti dopo la sigla del famigerato piano di rientro del deficit a colpi di tasse, ticket e tagli all’assistenza ospedaliera, l’ambizioso disegno del governatore riguarda il «riallineamento finanziario tra competenza e cassa. Per cui i debiti del 2006 non potranno essere pagati con le risorse del 2007 ma con le risorse che il governo centrale dovrà erogare per quel preciso anno». È una presa di posizione bizzarra perché, detto così, ci sarà parecchio da attendere per tutti quei creditori che dalla Regione dovranno vedersi riconosciute vecchie fatture. Se a oggi i fornitori del comparto sanitario lamentano 15 mesi di ritardo su quelle vecchie fatture l’operazione di riallineamento costerà forse pure qualche mese in più.