I dipendenti contro l’Unipol Appalti esterni sotto accusa

«È vergognoso che un gruppo come l’Unipol, che si picca di avere grandi tradizioni sociali, faccia il gioco delle tre carte». Ad attaccare ferocemente l’Unipol «che rivendica con orgoglio di fare un bilancio sociale da 13 anni e che parla sempre di codice etico» è Guido Ferlenghi, segretario del Lazio della Fiba Cisl. E ieri mattina, a protestare a piazzale dell’Esquilino era una folla inferocita di dipendenti che inveiva con striscioni, slogan e volantini contro la dirigenza del gruppo assicurativo. Oggetto del contendere è l’esternazionalizzazione, termine «sindacalese» per indicare il ricorso ad appalti concessi a società esterne per svolgere l’attività di call center. «Nel nostro caso - dichiara Giampaolo Rossi, segretario della Fiba Cisl, mentre regge uno dei tanti striscioni contro il gruppo - si tratta dell’appalto concesso alla Teleperformance, una società che si trova vicino piazza Vescovio che, oltre a togliere lavoro agli addetti interni del settore assicurativo, svolge un pessimo servizio informativo alla clientela; in sostanza a tutti quegli assicurati che dopo l’entrata in vigore della nuova legge sull’indennizzo diretto, vogliono sapere in che modo devono comportarsi in caso di incidente. Senza parlare dei 5 euro a ora, concessi agli addetti al call center, giovani, spesso laureati, costretti per necessità». A essere coinvolti nella vertenza sono oltre 350 lavoratori, che fanno capo alle organizzazioni sindacali di categoria, ovvero Fisac-Cgil, Cisl-Fiba, Uilca, Fna e Snfia (i funzionari delle imprese assicurative). «La nostra protesta nasce dal fatto - sottolinea Ferlenghi - che Unipol ha deciso di dare in appalto determinati servizi a delle società che non applicano il contratto del settore assicurativo, come previsto dagli stessi accordi sindacali». Sotto accusa è il nuovo amministratore delegato che - sottolinea un documento di protesta - «ha fatto capire di volere gestire le imprese con metodologie estranee al nostro settore e alla storia del Gruppo, causando danni incalcolabili ai lavoratori interessati». In gioco c’è anche il rinnovo del contratto nazionale «per il quale - osserva Rossi - sono già state spese 5 ore di sciopero e altre 5 sono già state programmate». In teoria un incontro con la dirigenza è previsto «in data da definire». In pratica? «Siamo stati informati da un documento di un paio di paginette sulle future strategie del Gruppo. In sostanza, sia Unipol che Aurora, dovrebbero scomparire nel prossimo giugno-luglio, per dare vita a Nuova Unipol e Nuova Aurora».