I dipendenti: no ai consulenti

Marcello Viaggio

Ieri pomeriggio alle 15 una trentina di dipendenti comunali si è platealmente incatenata alle balaustre di via del Tempio di Giove, vicino al palazzo Senatorio. In loro sostegno, il consigliere comunale di Forza Italia, Giuseppe Failla. Slogan al megafono contro il sindaco Veltroni. Striscioni con la scritta: «Sì alla valorizzazione del personale, no alla sua mortificazione».
Un episodio di mala burocrazia all’origine della protesta. Ma anche l’ennesimo episodio di svilimento degli addetti capitolini. In ballo, questa volta, il posto di istruttore direttivo amministrativo nella macchina capitolina. Uno stipendio un po’ più decente, un minimo di avanzamento nella carriera. Nel ’96, per questo incarico era stato indetto un regolare concorso, con il passaggio di categoria da gruppo C a gruppo B. 321 i posti. Esami regolarmente portati a termine. Alcuni vengono subito passati alla qualifica superiore. Altri, pur dichiarati idonei, debbono aspettare che si concretizzino i posti e le risorse necessarie per la promozione. Un’attesa lunga una quaresima, ma anche condita di certezza.
Lo stesso Veltroni, circa due anni fa, dicono i dipendenti, aveva assicurato che alla fine tutti, in qualche modo, sarebbero passati di categoria. Le buste paga sarebbero state un po’ meno leggere. Sta di fatto che il 29 luglio 2004 inopinatamente dal Comune partiva un verbale d’intesa con il quale si veniva a sospendere la graduatoria interna. «Tre mesi prima della scadenza naturale - protesta una dipendente -. Un atto chiaramente illegittimo, perché le graduatorie valgono per legge 3 anni. Eravamo in attesa ancora in 200, abbiamo subito fatto ricorso al Tar. Siamo tutti sicuri che il Tar ci darà ragione, si tratta solo di aspettare la sentenza. Nonostante ciò, il Comune ha tirato dritto».
Ad aggravare le cose, è scesa una cortina di fumo sulle reali disponibilità nei ruoli del personale. «Per quanto ne sappiamo, c’erano ancora 24 posti da assegnare - afferma il consigliere Failla -. Adesso i dipendenti, già da tempo in subbuglio, hanno saputo che questi posti sono andati ad altrettanti esterni assunti a tempo determinato per delibera di giunta. Assurdo. Fra l’altro il Comune con l’assunzione di queste 24 persone verrà a spendere oltre 600mila euro in più all’anno. Con lo scorrimento delle graduatorie, la spesa sarebbe stata nettamente inferiore». Da un lato 24 stipendi ex novo, oneri accessori compresi, dall’altro semplici aumenti di retribuzione. A rimetterci gli altrettanti travet capitolini che avevano superato il concorso e aspiravano legittimamente alla carica di istruttore direttivo. «Lavoriamo alle dipendenze del Campidoglio da circa 20 anni - dicono -. Ma ora visto il comportamento del Comune ci sentiamo umiliati».