I dipendenti versano più degli autonomi

L’indagine di Assogestioni-Eurisko: ad aprile solo un lavoratore su 4 aveva comunicato la propria scelta

Seppure a rilento, crescono gli iscritti alla previdenza complementare. E se l’obiettivo del 40% auspicato dal ministero del Lavoro, contro una quota attuale di adesioni di poco superiore al 13% sembra un po’ più vicino, non mancano segnali contrari. Come le rilevazioni di un recente studio di Ipsos, secondo cui 6 lavoratori su 10 non accetteranno di conferire il proprio Tfr alla previdenza integrativa.
Di certo, l’indecisione appare come l’atteggiamento più diffuso. Lo ha confermato in aprile la seconda tornata d’indagine condotta dall’Osservatorio Assogestioni-Eurisko: a due mesi dal termine di legge (il prossimo 30 giugno) entro il quale scegliere la destinazione del trattamento maturando di fine rapporto, solo un lavoratore su quattro lo aveva comunicato al proprio datore. Ossia, sui circa 9,5 milioni di dipendenti di aziende private chiamati a decidere, ne mancavano ancora all’appello quasi 7. Questi hanno dichiarato in maggioranza di attendere l’approssimarsi della scadenza, anche per la necessità di disporre di informazioni più precise. E se il 36% di chi ha rinviato la scelta ha dichiarato la propensione a lasciare il Tfr in azienda, il 16% ha previsto di destinarlo al fondo di categoria, il 6% a un fondo aperto e il 7% a una Fip/Pip. A formare il restante 9%, chi non si è posto il problema e chi ha ammesso che non farà nulla. «Va pure segnalato - sottolineano all’Osservatorio - che rispetto alla rilevazione precedente i lavoratori hanno maturato una maggiore consapevolezza ricercando informazioni e consigli sul tema», contando soprattutto sul sindacato e sul datore di lavoro. Tra quanti hanno già deciso, la maggior parte (oltre il 65%) ha optato per mantenere il Tfr in azienda, mentre 800mila dipendenti (pari a poco meno del 31%) si sono iscritti ai fondi negoziali; la quota rimanente si è divisa tra Pip e Fip. L’indagine ha peraltro confermato la crescente attrattiva dei fondi pensione, sui quali oltre 1,5 milioni di lavoratori ha dichiarato di volersi orientare, quasi il doppio degli intervistati nella precedente sessione d'indagine.
Nel frattempo la raccolta dei fondi pensione aperti segna positivo: nel primo trimestre è cresciuta del 28% a 140,3 milioni di euro, portando l’attivo a 3,67 miliardi, mentre il numero degli iscritti è salito di circa 10mila unità, superando quota 450mila. Con i lavoratori dipendenti che, invertendo una tendenza consolidata, hanno versato più dei lavoratori autonomi.