I dipietristi cancellano l’Unione dalle elezioni

(...) A Torino, dove il sindaco Sergio Chiamparino «ci ha sbattuti fuori dalla maggioranza, un fatto gravissimo» lamenta Andrea Buquicchio, in Sicilia, dove il partito democratico dialoga con lo Sdi, che pure è alleato dei radicali, e non con Idv, «con comportamento schizofrenico» rincara Armando Aulicino, in Liguria, dove i casi da Genova a Savona sono troppi da ricordare e dove «in Regione si riesce a convivere certo non grazie all’Ulivo, ma al nuovo forum delle sinistre» avverte Carmen Patrizia Muratore, ma a livello nazionale in generale, perché «manca il senso di un progetto, i cittadini sono considerati solo consumatori e si nota una mancanza di democrazia». E allora basta «elemosinare poltrone che ci spetterebbero di diritto», basta «rivendicare il rispetto del programma e dove accettare quel che in programma non era, come l’indulto», basta «aspettare un confronto che non arriva». Da domani si cambia, avvertono il deputato Egidio Pedrini e Aniello Formisano il capogruppo al Senato.
Certo, se l’Unione vorrà dialogare e finalmente tentare di rimarginare le ferite gli spazi ci sono. Ma «per come stanno oggi le cose non vediamo altre ipotesi». Per questo ieri IdV non s’è presentata alla riunione fra tutti gli altri partiti dell’Unione, durante la quale Ds e Margherita, da mesi imbrigliati nel dibattito «primarie sì, primarie no», hanno dovuto prendere atto della decisione a favore formalizzata dai vertici nazionali, con sommo gaudio del Forum delle sinistre che ha già candidato il professor Edoardo Sanguineti. Per l’Unione significa dover accelerare il confronto affatto semplice sul programma, per l’Ulivo quello su chi, fra Mario Margini, Marta Vincenzi e, chissà, forse anche Stefano Zara, dovrà essere il candidato su cui puntare.
IdV non esclude di presentare anche un proprio candidato alle primarie, ma neppure di correre con altre forze, a partire da tutte quelle «non valorizzate» per dirla con Pedrini, e poi chissà, l’IdV promette sorprese. In quel caso, avverte il consigliere regionale lombardo Stefano Zamponi, per l’Unione si aprirà anche il problema dell’uso del simbolo.