I DIRITTI DEI NON ROM

Dove sono quei geni della politica che chiedevano le dimissioni di Marta Vincenzi solo perchè i magistrati avevano arrestato il suo portavoce e indagato due suoi assessori? Dove sono gli urlatori in servizio permanente effettivo? Dove sono i seguaci dei giornaloni cingolati pronti a demonizzare ogni giorno una persona nuova e ogni tanto anche qualche galantuomo? Dove sono quelli che fanno politica leggendo le intercettazioni?
Io, in quei giorni (e con me la stragrande maggioranza del centrodestra nelle istituzioni), chiedevo le dimissioni di Marta perchè Genova è amministrata male, perchè è la più bella città del mondo lasciata in uno stato pietoso, perchè in un anno di giunta Vincenzi non abbiamo visto nulla.
E oggi, se possibile, quelle dimissioni le chiedo ancor più a voce alta. Per un motivo molto più grave, molto più serio, molto più vicino ai cittadini di mille avvisi di garanzia. E cioè le dichiarazioni di Marta Vincenzi al sito internet di Micromega, che insomma col garantismo non è che c’entri moltissimo. Parole che partono dalla sciagurata data del 20 luglio, la stessa in cui le strade di Genova vennero violentate e ferite dai manifestanti violenti del G8 e dalla reazione violenta di una parte assolutamente minoritaria delle Forze dell’Ordine.
Sarebbe già un buon motivo per non giocare con il calendario. Non per Marta che quel giorno organizzerà una manifestazione pubblica per parlare dei diritti: «Serve un momento di riflessione al di fuori di ogni impostazione razzista e persecutoria sui modi migliori di affrontare i temi della sicurezza nel rispetto dei diritti umani e delle minoranze etniche». E, nel caso non fosse sufficientemente chiaro, il sindaco ha aggiunto: «C’è un appello sui Rom che vorrei tutti firmassero. Si chiama “Il sonno della ragione genera mostri“ e ha già raccolto tante firme».
Quell’appello l’ho letto e non ne condivido quasi nulla, dai riferimenti ai nazisti fino ad espressioni come «presunto alto tasso di devianza di questo popolo». E invito chi lo firma e chi invita a firmarlo ad andare a parlarne con gli italiani, spesso povera gente che paga le tasse, che vive vicino ai campi nomadi. O anche, semplicemente, a leggere l’articolo qua sotto. Per capire come alcuni esponenti del «popolo a presunto alto tasso di devianza» trattano i bambini.