I diritti negati ai cristiani in Oriente

Caro Direttore,
sono un ingegnere, mi occupo di finanza e organizzazione, attualmente mi trovo in Africa Occidentale per l'avvio di alcuni investimenti e sono laureato e sposato in Italia, ove ho anche avuto la concessione della cittadinanza. Sono di religione cristiana ortodossa ma, come è ovvio ai non ignoranti in materia, io regolarmente aderisco alle funzioni della comunità cristiana cattolica in Italia e nel resto del mondo. Nel corso degli anni, anche se inizialmente molto critico, ho riconosciuto il ruolo della Chiesa cattolica nei secoli passati e di Papa Wojtyla durante il suo pontificato per il raggiungimento di obiettivi di pace, di unione ecumenica delle chiese cristiane e per la caduta dell’Urss.
Ho vissuto in Medio Oriente, dove mia moglie con mio figlio piccolo ha dovuto vestire il mantello nero per uscire di casa, mettere il velo sulla testa durante il Ramadan e addirittura essere bastonata da un mathaua (polizia religiosa) in un centro commeriale di Ryadh, per avere una piccola parte della sua gamba che il mantello non copriva.
Sempre lì, a Ryadh, noi abbiamo passato Natale e Pasqua in piena segretezza, celebrando la messa nello scantinato dell'ambasciata italiana, con un prete che entrava nel Paese con il visto di saldatore specializzato, e poi i rullini delle fotografie li sviluppavamo in Italia per non essere denunciati dai fotografi arabi. Ora, non voglio fare demagogia, ma nessuno ha chiesto a questi signori, quando gli si costruiscono le moschee, gli si danno le scuole, i nostri giudici spendono i soldi dello Stato per emettere sentenze orripilanti di rimozione dei crocifissi dalle scuole italiane e gli si dà il diritto di vivere in un Paese civile, bene, dico, nessuno gli ha chiesto un impegno a non insultare la Costituzione italiana e la religione? E nessuno ha chiesto agli Stati di provenienza uno stato di reciprocità?
Se loro hanno quello che hanno in Europa, che lo diano anche a noi quando andiamo nei loro Paesi. Facciano le chiese in Arabia Saudita, Afghanistan e Pakistan. La tolleranza del mondo ricco è diventata troppa. I britannici, pensi, per il giuramento riservato ai cittadini di religione musulmana, propongono una forma diversa da quella normale, che esclude tutti i riferimenti alla religione cristiana. E i britannici hanno avuto il 7 luglio. E non so dove andremo con questa tolleranza assurda. Dobbiamo non diventare intolleranti, ma proteggere il patrimonio culturale dei nostri antenati. E tante cose ancora...