«I diritti umani si fondano sulla sacralità della persona»

L’Unione, approvando i Pacs, mortifica la famiglia e la società

E così, alla fine, anche la Regione Liguria ha scelto di percorrere la strada dell'equiparazione delle coppie di fatto alla famiglia tradizionale fondata sul matrimonio. È l'ennesima tappa, questa, di quella via «regionale» ai Pacs - inaugurata dalla Puglia di Nichi Vendola - che bene esprime l'anima laicista che domina lo schieramento di centrosinistra. Nonostante i tentativi di rassicurazione che, a nome della Margherita, sono giunti in questi giorni dal vice-presidente della Regione Liguria Massimiliano Costa, è inequivocabile il senso della nuova legge sui servizi sociali e socio-sanitari quando afferma che «gli interventi e i servizi destinati alla famiglia sono estesi ai nuclei di persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela e da altri vincoli solidaristici, purché aventi una convivenza abituale e continuativa» (articolo 23, comma 5). Costa sostiene che nella nuova normativa viene riconosciuto il ruolo centrale della famiglia tradizionale, e così sembrerebbe, stando alle enunciazioni di principio del testo che andrà in discussione nel Consiglio regionale per l'approvazione definitiva. Scendendo nel concreto, però, le cose cambiano. Il citato comma quinto dell'articolo 23, che concede alle coppie di fatto le stesse garanzie e le stesse tutele che spettano a quelle fondate sul matrimonio, che altro significa se non l'equiparazione de facto dei due modelli e lo svilimento della centralità della famiglia tradizionale? Come ha affermato recentemente il cardinal Bertone in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico della Liguria, «l'attentato alla famiglia che i Pacs e altre forme di riconoscimento portano con sé non è un'esigenza sociale». All'interno dello schieramento di centrosinistra - a livello nazionale, ma con inevitabili ricadute anche su quello locale - sta sempre più prendendo campo quella cultura laicista che trova i suoi esponenti principali in Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani e in gran parte dei Ds. Se ad essi si aggiunge pure la neonata Rosa nel Pugno, che fa del laicismo e dell'anticlericalismo la sua ragion d'essere, è facile prevedere che, per i cattolici dell'Unione, sarà sempre più in salita la strada della difesa dei valori legati a vita e famiglia.
È importante comprendere, da questo punto di vista, che la tutela e la promozione della famiglia tradizionale non sono battaglie innanzitutto «clericali» o «cattoliche». Parlando agli amministratori della città di Roma e del Lazio, lo scorso 13 dicembre, Benedetto XVI ha mostrato chiaramente che una buona politica, una politica autenticamente umana e sinceramente «laica», non può prescindere dal rispetto della legge naturale, di quell'ordine morale che l'uomo non si dà da sé ed è chiamato a promuovere nel campo della vita sociale. Così, per quanto riguarda la famiglia e il matrimonio, Papa Ratzinger ha affermato che essi «non sono una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la giusta questione del rapporto tra l'uomo e la donna affonda le sue radici dentro l'essenza più profonda dell'essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui». Oggi, invece, il pensiero dominante relativista e nichilista mette in dubbio e misconosce proprio quell'essenza profonda, trascendente e sacra della persona in cui trovano il loro fondamento gli stessi diritti umani di cui i laicisti si dicono paladini. Lo si è visto con chiarezza nel corso della campagna referendaria sulla fecondazione assistita; lo si è visto, ancora di recente, sulla questione della pillola abortiva Ru486; e lo si vede ora, anche in Liguria, nel caso dei Pacs e dell'equiparazione tra coppie di fatto e famiglia tradizionale. Questi tre esempi sono certamente significativi di quello che potrebbe accadere a livello nazionale, in caso di vittoria dell'Unione. Ma, soprattutto, essi mostrano come la sinistra alimenti politicamente la negazione di quei valori e di quella concezione dell'uomo che hanno costruito e vivificato la nostra storia e la nostra civiltà. È, quello di tanta sinistra, una sorta di «nichilismo gaio» che ha abbandonato ogni riferimento saldo a qualsiasi principio di verità personale, sociale e quindi politica.