I disabili insegnano il coraggio di vivere

«Solo la tutela e la promozione della vita in tutte le fasi della sua esistenza, garantiscono il pieno rispetto dei diritti di ogni essere umano».
A puntualizzarlo è Anna Maria Panfili, presidente dell'associazione «Scienza & Vita» di Genova che giovedì, alle 18, inaugura l'attività nella Sala Quadrivium in piazza Santa Marta 2. L'associazione - nata a marzo e riconosciuta ufficialmente a settembre dalla direzione nazionale - ufficializza così in Liguria i principi cardini e l'impegno culturale maturati durante la preparazione ai referendum del giugno 2005 sulla legge 40, la norma che regolamenta la fecondazione artificiale in Italia. Il convegno previsto per giovedì pomeriggio - che vede tra i relatori Mario Melazzini, primario oncologico di Pavia e presidente dell'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica; Giovanni Battista Guizzetti, direttore dell'Unità operativa Stati Vegetativi Don Orione Bergamo e la presidente dell'Associazione ligure talassemici - avrà come tema: «Il coraggio di vivere e far vivere. Il paziente, il medico, la famiglia, la società le istituzioni». Durante l'incontro verrà presentato «Per il coraggio di vivere e far vivere» manifesto di «Scienza & Vita» per la garanzia di una presa di carico globale: di trattamento, cura e sostegno e contro l'abbandono, l'accanimento e l'eutanasia nel nostro Paese.
«Ciò che conta al giorno d'oggi è umanizzare la medicina. Questo si può fare soltanto utilizzando le risorse scientifiche e tecnologiche al servizio del malato nella sua interezza - spiega Gemma Migliaro, co-presidente di "Scienza & Vita" e anestesista al Galliera -. Occorre pensare alla scelta della vita piuttosto che a quella della morte, che chiaramente è una "non" scelta. Bisogna insomma fornire strumenti educativi e medici ma anche civili e sociali per permettere ai malati di essere aiutati nella gestione del dolore e delle gravi disabilità che si accompagnano alle malattie oncologiche e croniche invalidanti».
Ad incoraggiare l'associazione è infatti la consapevolezza che la scienza può difendere e promuovere la vita di ogni essere umano in tutte le sue manifestazioni se ne riconosce il primato e l'intangibile dignità; soprattutto quando è più vulnerabile: all'inizio e alla fine del ciclo vitale; come anche nella malattia, nella debolezza e nella disabilità.