I dissidenti si sono pentiti A vele spiegate sul Salone

Tutti uniti contro la crisi. Basta polemiche e, soprattutto, tutti impegnati a studiare nuove strategie in grado di rilanciare il settore più vessato d'Italia. È questa la grande sfida del 52° Salone Nautico Internazionale di Genova. Lo hanno capito bene anche i «dissidenti» che nei mesi scorsi avevano imboccato la pericolosa strada della scissione, tentando di organizzare un salon-bis, prima a Marina Genova Aeroporto, poi a La Spezia. Tuttavia, se i malumori non sono del tutto spariti, è ragionevolmente scontato che, al termine della rassegna, i «chiarimenti» con gli organizzatori - Ucina e Fiera di Genova - siano inevitabili.
La vela, quindi, sarà presente al gran completo. Anche Comar Yacht, cantiere di Fiumicino, tra i sostenitori del salone alternativo. La decisione di Comar segue a ruota quella di altre aziende che nei giorni scorsi avevano fatto il passo indietro: Cantieri del Pardo, Bavaria, Dufour, Hanse Yacht. Gli ex dissidenti, quindi, si schierano accanto ai grandi gruppi che non hanno mai messo in discussione la loro partecipazione alla kermesse di Genova: Jeanneau, Beneteau, Lagoon, Baltic, Vismara, Chantiers Amel, Serigi e Saphire.
Comar, in particolare, porterà al Salone le imbarcazioni più piccole della produzione, che va dai 21 ai 100 piedi, ovvero i Comet 26s, 31s e 41s e il nuovo Delphia 31, come si legge in una nota.
Un capitolo a parte merita il gruppo Perini Navi per ovvie ragioni, spiegate poi esaurientemente dallo stesso presidente di Ucina-Confindustria Nautica, Anton Francesco Albertoni: «Innanzitutto sono molto soddisfatto: la vela sarà presente al gran completo. Il Nautico di Genova è senz'altro il Salone delle barche piccole, di quelle medie e di quelle grandi, ma non sempre di quelle grandissime. Perini - aggiunge Albertoni riferendosi ad alcune notizie di stampa - ha disponibilità delle barche in cantiere per brevissimi periodi prima della consegna all'armatore. Per esporre a Genova, quindi, deve trovare l'armatore disponibile a concedere la propria barca. Sarebbe preoccupante se Perini non fosse presente al Monaco Yacht Show di Montecarlo, dedicato agli yacht oltre i 30 metri. Per quanto riguarda Genova, invece, la sua presenza è stata sempre più un fattore di rappresentanza e se finora non ha dato conferma è perché sta cercando la barca da portare».
Poi le note dolenti. I dati dell'anno nautico 2011-2012 continuano a peggiorare: «Registriamo - continua Albertoni - un'ulteriore flessione del mercato interno, ormai abbondantemente sotto il 20% del fatturato totale rispetto all'esercizio precedente. È aumentata la sproporzione verso il mercato estero, che va ad attestarsi intorno all'85% del fatturato. Da un lato è una soddisfazione, ma dall'altro va detto che se in Italia le barche non si vendono non è solo a causa della crisi. In Italia questo settore è stato vessato, una vera e propria caccia alle streghè colpisce i possessori di barche. L'unico strumento che può riportare giustizia è il redditometro. Oggi i parametri sono dieci volte più punitivi nei confronti delle barche, a parità di spesa rispetto ad altri beni non di prima necessità. È importante quindi che venga equiparato».
Anton Francesco Albertoni (insieme con il direttore generale di Ucina, Marina Stella), ha visitato il Festival International de la Plaisance di Cannes che l'11 settembre scorso ha inaugurato la nuova stagione nautica 2012-2013. Questa la sua impressione: «Per le aziende italiane, presenti con il 60% delle barche esposte, non è andata male. Anche a Cannes si è avuta la conferma che i clienti arrivano sempre più dai mercati emergenti - che in realtà emergenti non lo sono più- quali il Sudamerica e la Russia».