I docenti universitari: «Troppa adulazione con il fratello del Prof»

Il mercato editoriale torna a proporre un titolo un po’ datato da qualche tempo uscito dai cataloghi. È «L’opera narrativa» che racchiude le pagine scritte da Giorgio Prodi, fratello maggiore di Romano e scomparso nell’87 a 59 anni. Fin qui nulla di strano se non fosse che l’editore, Diabasis, con una certa deferenza verso un cognome tanto significativo, ne abbia decantato le lodi inviando comunicazione, scheda e invito alla presentazione del libro ai docenti universitari bolognesi. I quali però hanno mostrato anche un certo spirito dissenziente. Più d’uno infatti ha lamentato un trattamento d’inutile adulazione verso la famiglia Prodi al completo. Scrive un docente: «Non c’è nessuno che si senta un po’ ridicolo? A quando le poesie di Romano Prodi o i diari di viaggio di Vittorio Prodi o i biglietti della Cresima di Quintilio Prodi? A quando l’albero genealogico della famiglia con le cattedre toccate a ognuno?». Non sempre i Prodi sono profeti in patria.