«I documenti offerti anche al figlio Romano»

C’è ancora qualcun altro che ha avuto modo di vedere le agende: il giornalista Arrigo Petacco (nella foto), autore di fortunate opere di divulgazione storica sul Ventennio. «Nel novembre 2005 mi telefonò Romano Mussolini, l’ultimo figlio del Duce, dicendomi che aveva una cosa importante da sottopormi. Mi raggiunse a Portovenere, accompagnato da un tizio che disse di essere svizzero».
«In breve - prosegue Petacco - anche Romano era stato avvicinato dall’ormai famigerato e misterioso “figlio del partigiano” che gli aveva offerto le agende. Mi disse di averle sfogliate e di averci trovato dei riferimenti familiari, come la malattia di sua sorella Annamaria, che comunque indicavano che chi li aveva scritti conosceva la storia privata della famiglia. Gli dissi che per dare un giudizio avrei dovuto leggerli e lo svizzero estrasse un fascio di fotocopie dalla borsa. “Però non posso lasciargliele”, mi disse. “E io come faccio ad esaminarle?”, gli risposi». La faccenda con Petacco finì lì. Romano, la cui salute era già molto compromessa, non tornò più sull’argomento. Pochi mesi dopo, il 3 febbraio 2006, morì.