I dottori chiedono mille euro al mese

«Se potessi avere 1000 Euro al mese...». Può essere un sogno? Per molti laureati è così. Questo il titolo della petizione promossa dall'Adi (associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani). I dottorandi di ricerca italiani, cioè coloro che si preparano a diventare gli artefici dell'innovazione e del progresso, se sono fortunati, ricevono oggi in Italia circa 820 euro al mese (cifra che peraltro è stata ulteriormente tassata dall'ultimo governo). Uno stipendio che non ha paralleli all'estero e incoraggia la «fuga dei cervelli» di cui tutti (compreso il ministro della Ricerca) si lamentano con tante parole vuote; ma la legge consente altresì l'attività di dottorato a titolo gratuito e sono molti anche coloro che lavorano nel mondo della ricerca senza uno stipendio. Oltre ad essere particolarmente iniqua, questa possibilità è peraltro deleteria per la qualità dei dottori di ricerca, poiché da un ricercatore che non è pagato non si può esigere quell'impegno e quella dedizione sistematica che deve invece caratterizzare sempre la formazione alla ricerca e che va verificata e pretesa da ogni scuola di dottorato. L'Italia, in questo modo, sembra non dare alcuna importanza alla ricerca e a chi si avvia a farne la propria professione. Per questo l'Associazione Dottorandi Italiani ha promosso una petizione per l'elevazione del limite minimo della borsa di dottorato fino a raggiungere almeno i 1000 euro mensili nonché l'obbligatorietà dell'erogazione della borsa per tutti i posti. Per sottoscrivere la petizione bisogna andare sul sito http://www.dottorato.it/milleeuro.