«I dottori curino la medicina»

«Il malato ha bisogno di due cose: dare un senso al suo dolore e non soffrire da solo. Ha bisogno cioè di un parente, un amico, un'infermiera o un medico che lo faccia sentire accompagnato. Chi ha sofferto forse lo ha sperimentato: sentirsi appoggiato o sentire una presenza ti fa stare meglio, e ti fa affrontare la malattia con più realismo e meno paure»: a sostenerlo è Paola Binetti, copresidente del Comitato Scienza e Vita, docente universitaria al Campus Biomedico di Roma, direttrice del Dipartimento di Ricerca educativa e presidente della Sipem (Società italiana di Pedagogia Medica). Una lezione che ha fatto bene a tutti i futuri medici (circa un centinaio, soprattutto donne) che hanno preso parte al congresso nazionale della Sipem a Genova, ai Magazzini del Cotone. Aggiunge il professor Ivan Cavicchi: «Il paziente si sta sempre più trasformando in esigente. Non è più quello di una volta. Si informa su Internet, sui giornali, alla tv. E poi - se la terapia non dovesse funzionare ci porta di fronte al giudice». Il congresso ha messo il dito nella piaga. La medicina è malata.