I «dottori del mare» prendono il largo

È Genova che prende il largo, all’orizzonte il prestigio internazionale e una marcia in più per la competitività. E sono centinaia di giovani che finalmente trovano un punto di riferimento certo nel mare delle opportunità che non c’erano. L’Accademia italiana della marina mercantile è nata per davvero.
Ha sede qui, nella città che vuole ritornare Superba. È stata inaugurata ieri alla presenza dei vertici di Confitarma e di Federlinea dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi. Lui era entusiasta di dare il benvenuti a bordo. Ha riconosciuto a tutti il lavoro svolto in anni di impegno: «Opere come questa non si fanno da sole, l’Accademia è stata realizzata grazie alla collaborazione tra vari enti e istituzioni, compresi i governi passati». E ne ha spiegato i risvolti: «Questo istituto indica una rinnovata coscienza della nostra tradizione marinara, di un Paese che ha una posizione geografica straordinaria, che è un grande molo per l’Europa e va attrezzato adeguatamente. Ed è un’iniziativa decisiva per rilanciare la competitività italiana nel settore marittimo». Di più: l’Accademia «farà entrare finalmente l’Italia nella rete europea per la formazione degli ufficiali». Il ministro ha ricordato che la Marina Mercantile è «una grande risorsa per il Paese e questa Accademia consentirà di rinnovare le tradizioni marinare italiane. Genova è una garanzia - ha aggiunto -, perché è il principale porto italiano e tra i primi dell’Unione Europea»
Genova ponte per l’Italia e per il mondo dunque e a gioire è anche il presidente della Provincia, Alessandro Repetto, promotore dell’iniziativa. Dice che «l’Accademia risponde a una grave carenza di cui soffre il trasporto marittimo nazionale, conseguenza anche della mancanza di una stabile e qualificata offerta formativa post-diploma». Aggiunge che i diretti interessati, i giovani, «fino ad oggi erano lasciati a se stessi, costretti a pagare di tasca propria le certificazioni internazionali necessarie, a cercarsi da soli gli imbarchi, a presentarsi privatamente all’esame di Stato. La soluzione al problema è stata la creazione dell’Accademia». Dal canto suo, il presidente di Confitarma Nicola Coccia ha sottolineato la necessità di «un salto di qualità anche nella formazione delle professioni marittime di terra attraverso nuove modalità formative ad alta specializzazione», anche «vista la grande richiesta di personale da parte di tutti i più importanti gruppi armatoriali del Paese».
L’Accademia formerà allievi ufficiali per la Marina Mercantile e contribuirà a mantenere il comando e la gestione delle navi italiane in mano a personale italiano. I primi corsi biennali iniziano quest’anno con 122 allievi, di cui 13 donne, che aspirano a diventare ufficiali di coperta, di macchina e commissari di bordo.