I Ds bocciano anche i partigiani

(...) sindaco - grazie a risparmi effettuati nel corso dell'anno. Soldi che sarebbero serviti anche per la messa in sicurezza di un tratto di strada che sale alla Gaiazza, e all'acquisto di un nuovo scuolabus». «Per lo scuolabus inoltre - ci tiene a sottolineare Calorio - la Regione investiva il 70 per cento del capitale. Significa che con meno di 12 mila euro i bambini avrebbero avuto un mezzo completamente nuovo e più comodo dell'attuale che è troppo grosso e non riesce a fare manovra in alcune frazioni».
Le tre opere comprese nel documento finanziario bocciato non vedranno la luce grazie allo stop imposto dai dissidenti tra i quali figura da poco Laura Moisello (che ha preso il posto del consigliere dimissionario Diego Barbino), figlia del precedente sindaco Franco Moisello che è stato anche il primo ad abbandonare Calorio dimettendosi dalla carica di vicesindaco. Un gesto che ha innescato di fatto la crisi politica in atto visto che «quasi tutti i consiglieri che si sono schierati contro Calorio facevano parte dell'amministrazione dell'ex sindaco Moisello», come fa notare Davide Sacco della lista di opposizione «Ceranesi insemme». Un gesto che ha di fatto diviso il paese che con oltre il 65 per cento delle preferenze aveva votato per Calorio sindaco nel 2004. Chi è rimasto fedele al primo cittadino senza più una maggioranza, parla apertamente di atto politico per affossare un sindaco troppo popolare che «finalmente ha deciso di mettere le cose a posto in Comune».
Una posizione che è emersa nel corso di una assemblea pubblica lo scorso 3 novembre. Gli oppositori accusano invece il sindaco di atteggiamento prepotente e eccessivamente accentratore. Ieri le posizioni si sono invertite col sindaco che ha ritirato una propria mozione per accettarne una simile proposta dai dissidenti. Un gesto di pacificazione che non è stato raccolto dai suoi oppositori interni. «La faccenda dei caduti è ridicola. Il finanziamento è stato inserito nel documento di assestamento finanziario solo per ingannarci e convincerci a votarlo», è l'accusa del diessino Pio Cichelli che sulla faccenda dello scuolabus si rifà invece a consuetudini procedurali: «Anche se non è obbligatorio, di solito questi progetti prima di approdare in consiglio passano dalla commissione bilancio e in questo caso non è avvenuto e non si capisce il perché».
Il perché lo spiega Calorio che a un certo punto, nel bel mezzo del consiglio, sbotta: «Questo è odio!». Ma per i dissidenti si tratta solo di «normale polemica politica».