I Ds cambiano bersaglio. Ma è un’altra bufala

L’Unione accusa il premier per un discorso in Senato. Ma i dati sono delle Nazioni Unite

Mario Sechi

da Roma

Quando manca la pistola fumante, si tenta un gioco di fumo e specchi per confondere le acque. Il centrosinistra non ha trovato prove di un coinvolgimento del Sismi nel Niger-gate e ora cambia bersaglio con una manovra spericolata. Il senatore ds Massimo Brutti ammette che il servizio segreto italiano «non ha mai detto che aveva informazioni affidabili sul traffico di uranio tra Niger e Irak, è completamente estraneo al falso dossier ma, nonostante ciò, il presidente Berlusconi, il 6 febbraio 2003, in aula al Senato ci ha detto che Saddam possedeva le armi di distruzioni di massa e quindi ci voleva il disarmo forzoso». Il passo successivo è presto fatto, secondo la sinistra bisogna «chiarire le responsabilità nel coinvolgimento dell'Italia nella guerra».
Coinvolgimento nella guerra? E da quando? L’Italia è in Irak per una missione di peacekeeping autorizzata dalle Nazioni Unite con un paio di risoluzioni che ora l’opposizione fa finta di dimenticare. Non solo, ma come ha spiegato Enzo Bianco, il presidente del Copaco, Gianni Letta e Nicolò Pollari «hanno negato che il Sismi abbia mai svolto attività di sostegno all' azione militare realizzata in Irak da Stati Uniti e Gran Bretagna».
Sminato il campo degli 007, l’opposizione cerca di minare quello del governo e utilizza il discorso di Berlusconi in Senato nel febbraio del 2003, in particolare il passaggio in cui il premier dice che «le domande cui sinora l'Irak non ha risposto sono: dove sono andate a finire le 6.500 bombe a testata biologica, la cui esistenza era stata verificata dagli ispettori nel 1999, dove sono andate a finire le 100.000 tonnellate di agenti chimici da utilizzare per la realizzazione di bombe chimiche e biologiche, dove sono andati a finire gli 8.500 litri di antrace, di cui si sa per certa l'esistenza». Il senatore Brutti ha chiesto quale fosse la fonte di quelle dichiarazioni. Se non era il Sismi, chi era?
La risposta è tanto semplice quanto disarmante. Ci sono più fonti alle quali la presidenza del Consiglio poteva attingere e delle più autorevoli. Tanto per cominciare la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu del 27 gennaio 2003 (il discorso di Berlusconi è del 19 febbraio 2003) in cui Hans Blix spiega qual è lo stato delle ispezioni delle Nazioni Unite sull’arsenale iracheno: «I documenti indicano che 13mila bombe chimiche sono state usate dall’aviazione irachena tra il 1983 e il 1988, mentre l’Irak ha dichiarato che 19.500 sono state utilizzate in quel periodo. Dunque, c’è una differenza di 6.500 bombe». Proprio quelle 6.500 di cui parla Berlusconi nel suo discorso. Degli 8.500 litri di antrace si parla nel white paper del governo britannico sulle armi di distruzione di massa irachene, ma lo stesso Blix è chiarissimo: «L’Irak ha dichiarato che ha prodotto circa 8.500 litri di armamenti chimico-biologici e di averli unilateralmente distrutti nell’estate del 1991». In entrambi i casi, Blix spiega che l’Irak «non ha dato alcuna prova della distruzione» di quelle armi. Tutto questo Blix lo dichiara nel Palazzo di vetro, davanti a un consesso mondiale, non ci sono segreti, spie, complotti e gli strani marchingegni che l’opposizione a corto di munizioni sta cercando di usare per dimostrare l’indimostrabile: che il governo italiano ha avallato la guerra in Irak.
Una dimostrabile bugia.