I Ds chiedono un confronto corretto ma raccolgono firme con le menzogne

I Ds chiedono oggi un confronto elettorale «corretto» e rispettoso degli avversari, meglio tardi che mai visto che per tanti anni hanno sommerso di ingiurie i propri avversari. Noi non siamo affatto contrari, anzi, troviamo però sempre difficoltà a confrontarci con chi usa sistematicamente la disinformazione per cercare di denigrare l’avversario e demonizzarne gli atti. Un ennesimo esempio riguarda l’iniziativa referendaria contro la riforma costituzionale votata dal Parlamento. Le accuse della sinistra sono catastrofiche e con toni da tregenda, si accusa la riforma d’essere «uno stravolgimento dei principi della Costituzione» e ancora «di portare alla dittatura del premier». Con simili accuse si raccolgono le firme. Naturalmente le accuse sono false: la riforma non tocca i principi fondamentali della Costituzione del ’48, ma incide solo sulla seconda parte della Carta costituzionale che lo stesso D’Alema tentò di riformare con la famosa Bicamerale. Inoltre la trasformazione radicale in senso federale è stata fatta nel 2001 dal governo di centrosinistra che cambiò il Titolo 5° della Costituzione. La «dittatura» del premier, tirata in ballo da Romano Prodi, è poi una stupidaggine. I poteri del presidente del Consiglio con la riforma sono di gran lunga inferiori a quelli del primo ministro inglese o del cancelliere tedesco. Stefano Angeli, consigliere comunale di Forza Italia - Cesena/Forlì