I Ds: diamo il voto a mezzo milione di immigrati

La Quercia: «Nella futura Carta dei lombardi si deve inserire un richiamo alle coppie di fatto. Sono rapporti che vanno riconosciuti»

Sabrina Cottone

Partono i lavori per il nuovo statuto della Regione e i Ds colgono la palla al balzo per rilanciare la vecchia battaglia del voto agli immigrati. È il consigliere regionale e segretario provinciale della Quercia, Franco Mirabelli, a chiedere che la Carta della Lombardia tenga conto di «diritti e doveri degli stranieri che vivono in Italia». Non solo, i Ds propongono un articolo ad hoc sulle coppie di fatto. «Non spetta allo statuto fare le leggi, ma chiediamo che la Regione si assuma un impegno politico forte nello statuto» è la tesi di Mirabelli.
I Ds spingono per dare agli immigrati la possibilità di votare per eleggere il sindaco, il presidente della Provincia e il presidente della Regione. Una proposta che interessa più di mezzo milione di immigrati, dal momento che secondo i dati della Caritas sono cinquecentosessantamila gli stranieri maggiorenni residenti in Lombardia. Spiega Mirabelli: «Lo Statuto deve tener conto di come è la Lombardia oggi e del fatto che qui vivono tantissimi cittadini stranieri. Occorre che la Carta chiarisca diritti e doveri di questi cittadini e affronti il tema della rappresentanza politica». In sintesi: «Vivono qui ed è giusto che possano scegliere il sindaco, il presidente della Provincia e il presidente della Regione».
Un ragionamento simile riguarda le coppie che convivono al di fuori del matrimonio. «La Regione deve assumersi il problema dei centinaia di migliaia di lombardi che convivono. Non si può far finta che non esistano le coppie di fatto, che per la stragrande maggioranza sono eterosessuali. Sono rapporti che vanno riconosciuti, anche se a mio avviso sottolineando che si tratta di forme di convivenza diverse dalla famiglia» sostiene il segretario dei Ds.
I tempi di stesura del nuovo statuto dovrebbero essere brevi, a meno che l’aula non si incagli su questioni di principio quali appunto coppie di fatto e voto agli immigrati. Il 23 novembre il presidente del consiglio regionale, il leghista Ettore Albertoni, convocherà la conferenza dei capigruppo e l’ufficio di presidenza per istituire la nuova commissione speciale, quindi partiranno i lavori. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha già detto chiaramente la sua: «Immagino uno Statuto essenziale, con pochi articoli che ribadiscano i diritti dei cittadini, delle famiglie, di chi lavora e di chi studia in Lombardia, in una ottica che valorizzi l'impegno e l'operosità dei nostri cittadini».
I precedenti, come è noto, non sono positivi. Nata un anno e mezzo fa, la prima commissione speciale sullo statuto della Regione Lombardia non è mai partita e per far decadere la vecchia e istituire la nuova il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno. La scorsa legislatura la commissione Statuto non aveva presentato un testo e come conseguenza la Lombardia è rimasta una delle 5 Regioni sulle 15 non a statuto speciale a non aver adeguato la carta alla riforma del Titolo V. Ora la musica dovrebbe cambiare.