I Ds fanno la festa agli aceri per fare una pista da ballo

Otto alberi abbattuti: 495 euro di multa. I dirigenti si scusano: li rimpiazzeremo. Ma solo con querce e ulivi...

Massimiliano Lussana

nostro inviato a Ravenna
Sul loro sito internet, presentando la Festa dell’Unità che si è svolta nelle scorse settimane («tutte le sere spettacoli e intrattenimenti»), i diessini di Camerlona - frazione di Ravenna a sette chilometri dal centro città, 472 abitanti - raccontano: «Vogliamo essere ricordati per cappelletti al mattarello, strozzapreti, bellecotto, salame e salsicce tipiche di Camerlona e rane fritte». Chi le ha provate, assicura che meritavano davvero.
Però, alla fine, la festa di Camerlona versione 2005 non verrà ricordata per le specialità gastronomiche, ma per quelle botaniche. Cioè per come si possano abbattere senza permessi aceri e farsi perdonare piantando querce e ulivi. Con la minuscola, certo.
Una storia iniziata poco più di un mese fa, il 14 luglio, quando alcuni volontari hanno iniziato a tagliare alberi di quasi sei metri, aceri negundo per la precisione, nell’area di via Reale, di pertinenza del circolo Arci dove si sarebbe dovuta svolgere la Festa dell’Unità. Il problema è che, stavolta, la festa l’hanno fatta agli aceri, sacrificati per costruire una piattaforma da ballo da utilizzare durante la kermesse della Quercia. Un cittadino che abita lì vicino immediatamente chiama i vigili, che però non possono fare nulla: non sanno se il taglio degli aceri è autorizzato. Si arriva quindi a fine luglio, quando il Corpo Forestale fa un sopralluogo, appurando che di autorizzazione non c’è l’ombra e degli alberi nemmeno. E così la società proprietaria dell’area che ospita la festa viene multata per violazione dell’articolo 7 del regolamento del verde comunale, «per abbattimento senza autorizzazione di tre alberi di acero». In realtà, gli alberi di cui si discute sono otto, ma la copertura in cemento degli spazi lasciati dalle cortecce e la sovrapposizione con la pedana non permettono agli agenti di verificare completamente fatti e misfatti. Risultato: 495 euro di multa, cioè l’importo minimo di 165 euro per ogni albero ufficialmente abbattuto.
La questione finisce in consiglio comunale grazie alla Lista per Ravenna e il quotidiano La voce di Ravenna ne fa una battaglia, tanto da generare un onestissimo comunicato in cui due dirigenti diessini si cospargono metaforicamente il capo di cenere («È nostro costume ammettere gli errori quando sono tali»), ammettendo l’«illecito amministrativo per aver dimenticato le preliminari richieste di autorizzazione alle autorità preposte» e ricordando che la questione morale è sempre in testa alle loro preoccupazioni, alla faccia di Parisi e Mastella: «Conosciamo il valore delle regole e il valore ambientale degli alberi».
Parole particolarmente significative a Camerlona, dove «la vocazione è agricola, la campagna è ricca e vigneti e frutteti si alternano alle colture tradizionali di grano, frumento, barbabietola e erba medica». E gli alberi sono la vita, ancor più quelli che facevano ombra al circolo ricreativo che - nelle schede delle agenzie immobiliari che vendono in zona - figura fra le attrazioni del paese insieme al supermercato, al fabbro, alla chiesa e all’officina del meccanico.
Per farsi perdonare, comunque, i diessini fanno sapere che chiederanno «agli organismi preposti» l’autorizzazione a ripiantare da qualche parte gli alberi abbattuti. Aceri? No, «querce e ulivi». Non si precisa se nel prato sottostante saranno ammesse anche le margherite.