I ds con Gagliardi: «Chiudiamo la Provincia»

L’idea, partita provocatoriamente dal sottosegretario agli Affari Regionali Alberto Gagliardi di abolire le Province ha trovato due alleati un pò particolari. Sono i due diessini Cesare Salci e Massimo Villone che, nel libro «Il costo della democrazia» hanno fatto sponda alla proposta arrivata di Forza Italia: le Province sono l’anello debole del sistema italiano. A sollevare il caso il consigliere regionale e capogruppo di Alleanza Nazionale Gianni Plinio: «Qualche giorno fa, la provocatoria proposta di abolire le Province in quanto troppo costose di Galgliardi - spiega - si attirò immediatamente il furioso fuoco di sbarramento di noti e meno noti esponenti del centrosinistra ed in primis del Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni il diessino Vasco Errani e del Presidente della Provincia di Milano pure diessino Filippo Penati pure diessino». Ma poi la situazione è velocemente mutata: «Già - continua Plinio - perchè a dare manforte al buon Gagliardi sono intervenute due autorevolissime personalità diessine quali Cesare Salvi, Vice Presidente del senato e Massimo Villone, Vice Presidente della Commissione Affari Istituzionali del Senato che, nel loro recente volume “Il costo della democrazia“, mettono in discussione proprio il ruolo delle Province».
Ecco la finta rivelazione: «Gli addetti ai lavori sanno benissimo che la provincia è l’anello debole del sistema di governo locale. I cittadini probabilmente ne avvertono solo vagamente l’esistenza. Nella Bicamerale D’Alema si discusse seriamente di abolirla. Il ceto politico provinciale resistette con assoluto valore sul campo, e vinse. Ma il fatto è che, mentre i Comuni hanno nel nostro Paese storia e identità spesso molto radicate, le province sono state e sono sostanzialmente una definizione burocratica di ambiti funzionali. Tutti sono d’accordo che alcuni servizi - per l’efficacia e l’economicità - debbono essere svolti in area più vasta dei comuni. Ma il problema è che gli ambiti sovracomunali efficienti possono essere diversi per questo o quel servizio, e soprattutto possono cambiare nel tempo, con il mutamento delle condizioni di fatto, o magari per il processo tecnologico. E dunque la provincia non riesce mai a essere la risposta conclusiva. Un personaggio perennemente in ricerca di autore».
Poche idee e poco chiare, insomma: «Si mettano un po’ d’accordo tra di loro i diessini prima di sputare sentenze. Altrimenti chi può confutare chi sostiene che nel centrosinistra ci sono poche idee e quelle poche assai confuse?»
Plinio ha anche invitato a Genova i senatori Salvi e Villone per presentare il loro volume che, come si legge in copertina, volendo eliminare sprechi, clientele e privilegi è più utile anche agli amministratori regionali.