«I Ds con una grande banca vogliono lanciare un’Opa sulla campagna elettorale»

Il ministro di An: «Su questo caso il Botteghino sostiene tesi debolissime. Smettano di fare gli offesi, non sono vergini»

Adalberto Signore

da Roma

Ministro Francesco Storace, le ultime intercettazioni sul caso Consorte fanno emergere un legame molto stretto tra i vertici dei Ds e la scalata di Unipol alla Bnl. Cosa ne pensa?
«Che in questo Paese non è possibile fare domande né avere risposte se non sei un magistrato. Credo che fino a oggi siamo stati tutti troppo prudenti e discreti con Fassino, D’Alema e compagni. Su questa vicenda, infatti, la sinistra sostiene delle tesi che sono debolissime ed è necessario che si faccia chiarezza. L’intercettazione pubblicata proprio dal Giornale in cui il segretario dei Ds chiede conto a Consorte della scalata alla Bnl è di una gravità inaudita. Fassino, infatti, non si informa semplicemente dello stato dell’arte dell’Opa ma dice candidamente: “Allora, siamo padroni di una banca?”. E in quel “siamo” c’è la misura di quanto la situazione sia più complessa di quanto qualcuno vuole farci credere».
In che senso?
«Nel senso che, se quell’intercettazione esiste davvero, i vertici dei Ds non sono stati semplicemente a guardare come hanno sostenuto fino a oggi. La verità è che non possono continuare a giocare la partita facendo gli offesi perché c’è qualcuno che si permette di dubitare del loro ruolo. Mi pare che ormai la situazione non lo consenta più. E io rivendico il diritto di dubitare, anche perché non dimentico come si sono comportati i Ds quando dall’altra parte c’erano esponenti del centrodestra...».
Per esempio?
«Per esempio il sottoscritto. Prima delle regionali nel Lazio mi hanno accusato di aver alterato le regole democratiche. Bene, oggi - e risulta dalle intercettazioni pubblicate da Repubblica mercoledì scorso - scopriamo che l’attuale governatore, Marrazzo, aveva rapporti stretti con Consorte. E lui che fa? Nulla. Non smentisce e non conferma. Tace e basta. Mi sembra molto arrogante, visto che Marrazzo, a differenza di Fassino, rappresenta cinque milioni di cittadini del Lazio. Senza ricordare, poi, i tempi in cui si faceva paladino dei risparmiatori in televisione. Ecco, oggi sono io a dire che c’è un problema di compatibilità con le regole democratiche».
Si riferisce alla scalata della Bnl da parte di Unipol?
«Ovviamente. Fino a poco tempo fa i Ds sostenevano l’Opa infischiandosene delle regole del libero mercato, visto che per la sua natura cooperativistica Unipol beneficia di imponenti sgravi fiscali. Oggi, finalmente, scopriamo che questa posizione non era semplicemente il frutto di una teoria stravagante ma derivava dall’interesse del partito a mettere le mani su una banca. Ora, visto che con i quattrini si altera il consenso, non credo di sbagliarmi se pongo un problema di rispetto delle regole democratiche. Insomma, non si lamentino i Ds se poi c’è qualcuno che dice che con la scalata a Bnl vogliono lanciare un’Opa sulla campagna elettorale».
In che modo?
«Guardi, io non so cosa ci ha fatto Consorte con quei 50 milioni di euro. So solo che la pretesa dell’impunità è inaccettabile. Lo ripeto, con i soldi si altera il consenso».
L’obiezione che potrebbero fare dal centrosinistra, però, è che il principale leader del suo schieramento non ha certo problemi di disponibilità economiche.
«Ma non mi pare proprio che Berlusconi si sia arricchito a spese dei risparmiatori traditi. E, comunque, visti gli intrecci che stanno emergendo in questi giorni mi sembra chiaro che la sinistra ha ormai perso quello che per loro è sempre stato un formidabile argomento di polemica con Berlusconi. Finalmente è finita l’epoca in cui potevano spacciarsi per le vergini della politica. I rapporti tra Ds, banche e cooperative sono ormai alla luce del sole e, lo dimostra il coinvolgimento di Marrazzo, non sono più circoscritti alle sole regioni rosse».
C’è chi sostiene che nel centrosinistra sarà la Margherita a beneficiare di questa situazione. È d’accordo?
«Credo che siamo davanti a intrecci e collateralismi così complessi che nessuno può dire di conoscerli davvero. La Margherita oggi è molto prudente, ma non credo che sia il classico silenzio degli innocenti. Non vedo un esercito di anime candide».
Cosa ne pensa della proposta di Bondi che ha teso una mano ai Ds «contro i poteri forti»?
«A mio avviso non ci può essere nessun abbraccio, sarebbe davvero ingenuo».
Secondo il coordinatore di Forza Italia, però, sarebbe in atto «un tentativo di grandi gruppi economici e finanziari di imporre un proprio disegno tecnocratico e ridisegnare la mappa del potere in Italia», un’operazione che non riguarderebbe solo di Ds.
«La situazione è complessa, ma non ci sono margini di trattativa con chi continua a tacere».
È d’accordo con chi sostiene che siamo davanti a una nuova Tangentopoli?
«È un paragone sbagliato. Allora i Ds si salvarono, questa volta la vedo davvero difficile».