I Ds lasciano il caos dopo la festa dell’Unità

Fango e macerie nel parco milanese che ha ospitato la kermesse di partito

Chiara Campo

da Milano

Devastati e pieni di rifiuti. La Festa nazionale dell’Unità ha chiuso i battenti a Milano da una ventina giorni, ma i prati del Montestella su cui erano piazzati stand e capannoni ne portano ancora i segni, e ci vorranno mesi prima che i milanesi possano tornare a trascorrerci una piacevole domenica di sole. Il verde rimane nei ricordi o nelle fotografie che testimoniano il prima e dopo lo scempio. Chi ci passeggiava, un paio di giorni fa, poteva «inciampare» nel brutto spettacolo di un muletto abbandonato, scatole di cartone e assi di legno accatastate alla rinfusa, persino taniche di benzina. Ricordi della manifestazione che ha tenuto banco dal 25 agosto al 19 settembre. Il «Comitato Qt8 per la difesa del Montestella», che aveva raccolto firme contro la festa rossa alla «montagnetta» di Milano, ora può solo consolarsi con un rassegnato «l’avevamo detto». «Secondo la delibera del Comune - ricorda la vicepresidente del comitato, Manuela Valletti - oggi (ieri, ndr) l’area avrebbe dovuto essere riconsegnata in ordine, ma siamo qui e in ordine non c’è niente. Un bell’esempio di come vanno usati ed abusati i parchi milanesi. Forse i Ds hanno ottenuto una proroga per la sistemazione dell’area, ma per il momento ci sentiamo presi in giro. I prati sono devastati e non sappiamo come riusciranno a renderli di nuovo fruibili». Basterà, si domanda, «il deposito cauzionale di 119.500 euro versato dai Ds per risanare l’area?». Valletti cita ironicamente «le ultime parole famose» dei rappresentanti dell’Ulivo, che avevano promesso: «“Vi riconsegneremo il Montestella meglio di prima e ripuliremo l’area di via Terzaghi”, ma non è stato fatto nulla». Anche il presidente del Consiglio di zona 8, Alessandro Fede Pellone (Forza Italia) è preoccupato per «la situazione di degrado lasciata», sostiene che «serviranno più di 200mila euro per risistemare il parco» ed è «in attesa di sapere» dai Ds «chi pagherà i danni, visto che il costo dei lavori supererà il deposito cauzionale, e si deve intervenire velocemente».
Tra i frequentatori assidui del Montestella (ci porta a spasso i cani) c’è anche l’assessore comunale al Commercio Roberto Predolin (An), che punta il dito contro gli autori dello scempio in uno dei polmoni verdi della città: «Intere parti sono desertificate - accusa - ed è stata lasciata abbondante spazzatura. L’area è impraticabile da più di un mese, e chissà quanti ne passeranno prima che i cittadini possano godere di nuovo del verde». Predolin sostiene che i Ds, chiedendo in concessione gli spazi, «hanno compiuto un gesto arrogante, sapevano che avrebbero distrutto il parco. E non ho visto un solo rappresentante dei Verdi che, in bicicletta, sia andato a verificare la situazione e abbia denunciato la devastazione. Una pessima immagine per chi, a chiacchiere, si batte per portare il verde in città. Ricordo che è stato il centrodestra ad ampliare i parchi milanesi». Proprio questa mattina la Commissione comunale Lavori pubblici, Parchi e giardini effettuerà un sopralluogo per verificare se gli impegni presi dai Ds con Palazzo Marino per ottenere gli spazi concessione siano stati rispettati.
Il segretario provinciale dei Ds, Franco Mirabelli, giustifica il partito assicurando che «tutte le promesse saranno mantenute. Abbiamo terminato domenica di smontare le strutture utilizzate per la festa, l’area è libera e questo significa riconsegnarla. Rimetteremo tutto a posto».