I Ds si convertono al Giorno del Riscatto

Cambia tutto, magari un po’ in ritardo, ma è sempre meglio tardi che mai. Anche nel campo della Quercia. E come ai tempi delle «storiche» veline dell’Agenzia Tass che venivano passate con molta disinvoltura (fin troppa) ai giornalisti della televisione sovietica, arriva adesso il «contrordine compagni» anche da parte dei Democratici di sinistra in merito all’atteggiamento da tenere nei confronti di chi ha indossato e onorato una divisa militare.
Il capogruppo dei Democratici di sinistra in consiglio regionale, Moreno Veschi, ha chiesto infatti, con una specifica mozione di cui è primo firmatario, l’adozione di una proposta di legge da sottoporre all’approvazione del Parlamento, con l’obiettivo di istituire la «Giornata del Riscatto».
La mozione, che presuppone un voto, verrà sottoposta al più presto all’attenzione del consiglio regionale e, in caso di accoglimento, diventerà una iniziativa della Regione Liguria da inoltrare alle Camere per la promulgazione definitiva, come di competenza.
Con questa iniziativa, spiega in particolare il capogruppo diessino Veschi, il calendario delle feste nazionali potrebbe arricchirsi di una nuova data, il 9 settembre appunto, che segna il dopo-armistizio e l’inizio ufficiale della Guerra di liberazione e della Resistenza.
Ma la proposta non si limita, questa volta, alla consueta apologia della lotta partigiana e dei combattenti in abiti civili, e al contemporaneo silenzio calato su numerosi altri episodi che erano stati sempre considerati, a varo titolo, «scomodi», e che hanno caratterizzato il periodo storico coincidente con la Seconda Guerra mondiale.
Lo precisa la nota del gruppo consiliare diessino, che sembra testimoniare una significativa «svolta» dell’atteggiamento ufficiale del partito nei confronti dei militari italiani: «L’iniziativa, comunque - è scritto nel documento che specifica i termini e le motivazioni della Giornata del Riscatto -, mira a onorare tutti i militari italiani protagonisti di episodi eroici, da Cefalonia a Corfù a Rodi, e, più in generale, i militari appartenenti ai ricostituiti reparti del Corpo di Liberazione nazionale, grazie ai quali l’Italia riuscì a liberarsi dalle forze occupanti».
La data del 9 settembre, inoltre, come si legge nella motivazione, «intende valorizzare la scelta operata da una Squadra navale dislocata alla Spezia e da una divisione di incrociatori ormeggiata a Genova, che nel 1943 scelsero di prendere il mare per non cadere nelle mani delle truppe tedesche».
Veschi, infine, segnala che la proposta ha già ottenuto il consenso e il sostegno dell’amministrazione comunale e di quella provinciale di La Spezia, oltre che l’approvazione convinta del Comune di Porto Venere. Hanno aderito anche «numerosi esponenti del mondo culturale ed economico».