I Ds vogliono il Colle, ma il favorito resta Ciampi

D’Alema, Finocchiaro, Napolitano e Amato i candidati del Botteghino. Mentre si rafforza il partito «ciampista»

da Roma

Quattro nomi, quattro ipotesi per «compensare la Quercia». Il primo candidato è Massimo D’Alema, lanciato proprio da Fausto Bertinotti, l’uomo che gli ha sfilato la presidenza della Camera. «Sarebbe un riconoscimento importante - dice il segretario di Rifondazione - se sul Colle salisse una persona proveniente dal gruppo dirigente dell’ex Pci». Max non vuole farsi rosolare ancora: «Basta con questo giochino, non associate più il nome a delle cariche». Il secondo è Anna Finocchiaro. Una scelta «innovativa» soppesata in queste ore nel quartier generale di Prodi e sponsorizzata da Rosy Bindi: «È arrivato il momento di mandare una donna al Quirinale». Poi c’è Giorgio Napolitano, dato in costante ascesa. Infine Giuliano Amato, considerato da molti il vero front runner: lui però prudentemente se sta al coperto.
Dunque il Botteghino ha quattro cavalli in campo. Anzi tre e mezzo, perché il Dottor Sottile non può essere considerato Ds al cento per cento. Ma allo stato delle cose, il vero favorito è un altro, è un personaggio che, rispetto agli altri, ha il vantaggio di abitare già sul Quirinale. La corsa vera non è ancora cominciata e fare pronostici è davvero prematuro: prima infatti dovranno essere definitivamente sciolti tutti gli altri nodi, dalla presidenza del Senato alla squadra di governo. Però, con il passare dei giorni e con il prolungarsi dell’incertezza politica, aumentano le possibilità di una conferma di Carlo Azeglio Ciampi. L’elenco di chi vuole raddoppiargli il mandato è sempre più lungo. Tra gli ultimi, si sono iscritti ufficialmente al partito ciampista pure Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, Giulio Andreotti, Emilio Colombo e la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il più grosso ostacolo al Ciampi bis è lo stesso Ciampi, che ha più volte dichiarato di non essere disponibile a restare al suo posto: da non sottovalutare il fatto di quanto sua moglie Franca insista nel voler «tornare presto a casa per fare una vita normale, come andare al cinema e al teatro».
Tuttavia secondo alcuni il capo dello Stato, di fronte a una richiesta molto ampia e trasversale potrebbe anche «sacrificarsi» per la tenuta delle istituzioni e il bene del Paese. Ciampi è in testa a tutte le classifiche di popolarità e, ovunque vada, provoca bagni di folla e scene di entusiasmo da rockstar. Il suo nome, al di là delle compensazioni da fare in favore dei ds, non potrebbe trovare opposizioni nel centrosinistra. E anche il centrodestra troverebbe conveniente questa soluzione. Fini e Casini sono stati tra i primi a sostenere un secondo mandato per Ciampi. Berlusconi forse preferirebbe Amato, però anche dal suo punto di vista, un presidente di garanzia come l’attuale sarebbe di gran lunga preferibile a uno imposto dall’Unione, soprattutto in caso di fine prematura del governo Prodi.