I dubbi dei sindacati sul piano per Alitalia

Epifani (Cgil): «Evitiamo che qualcuno arrivi, compri e rivenda». Angeletti (Uil): «Investimenti e non speculazioni». L’ipotesi Air One

da Milano

Dopo la decisione del governo di scendere sotto il 30% nell’azionariato di Alitalia, si sono aperti gli interrogativi sull’immediato futuro dell’ex compagnia di bandiera. A dare una risposta prova il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che lancia un’«idea personale»: «Sarebbe bene ricompattare il mercato nazionale; i vettori che operano in Italia, se dovessero mai trovare un accordo, avrebbero un peso non indifferente. Se solamente Alitalia e Air One si mettessero d’accordo, insieme farebbero il 70% del nostro mercato. Lo stesso peso che hanno i vettori più importanti nei rispettivi Paesi. Servono realtà imprenditoriali pronte a cogliere l’occasione - ha aggiunto il ministro - e consapevoli degli sforzi da fare». Anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha espresso l’auspicio che «resti italiana
Il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, invita ad avanzare proposte per Alitalia a chi ha un progetto industriale volto allo sviluppo della compagnia. «Cediamo il controllo - ha dichiarato Bersani - e c’è la possibilità per chi è interessato di farsi avanti». Per quanto riguarda la procedura, il ministro ha sostenuto «che sarà un percorso di stretta competenza del Tesoro», così come sarà il ministero dell’Economia a valutare «la tempistica».
Quanto ai nomi di possibili candidati italiani, per ora girano soltanto voci: si ipotizza l’interesse di Carlo De Benedetti (che da tempo ha avviato un approfondimento sul tema Alitalia), si citano Diego Della Valle, i Benetton, un possibile coordinamento di Luca Cordero di Montezemolo. Di certo c’è soltanto un ruolo importante per le banche, a cominciare da Intesa e Unicredit. Dal fronte sindacale si insiste sulla necessità di avere garanzie sul futuro azionista. Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, resta «fondamentale il contenuto del bando di gara». Il timore di Epifani, quello che proprio Cgil non vorrebbe, è che «qualcuno arrivi, compri e rivenda». A suo giudizio le garanzie per i lavoratori verranno proprio dalla solidità finanziaria del piano industriale.
Anche per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, chi subentra «deve garantire di acquistare aerei e di aumentare le rotte», «di non fare speculazioni» e di essere trasparente negli accordi. Secondo Angeletti, «adesso c’è la possibilità di vedere sul serio se ci sono imprenditori in questo Paese capaci di mettere i loro soldi e di non chiederne allo Stato».