Tra i due litiganti perde il porto

Il porto di Genova fatica ad uscire dal fallimento dell’eredità del duo Giuliano Gallanti e Alessandro Carena: una gestione che si è distinta solo per l’assoluta incapacità di decidere e nella difesa dei poteri costituiti. Nonostante l’approvazione del Piano Regolatore Portuale, per fare un esempio, nessuna opera è stata poi realizzata. Le assunzioni, come timidamente denunciato da qualche organizzazione sindacale, sono state improntate al tradizionale clientelismo. E come non dimenticare la «ciliegina sulla torta» dell’abbandono di Costa Crociere verso «porti» migliori? Nella lotta personalistica tra il nuovo presidente Novi e il segretario generale Carena, a farne le spese rimane sempre il porto, gestito all’insegna del più convinto continuismo. La gara tra i due protagonisti delle imbarazzanti vicende che stanno infiammando le polemiche di questi mesi, sembra essere quella di accaparrarsi la benevolenza delle vecchie corporazioni portuali, pur di rimanere ai rispettivi posti di comando.
Sottosegretario Presidenza del Consiglio