I due "medici della morte", intelligenti e istruiti

Chi sono i due arrestati. Mohammed Asha, 26 anni, è ritenuto dagli inquirenti la possibile mente degli attentati sventati a Londra e Glasgow. Il racconto del padre che vive ad Amman.

Amman - Intelligenti e istruiti, pronti a curare la gente per lavoro come ad ucciderla per una causa: due degli uomini arrestati in connessione con i falliti attentati di Londra e Glasgow sono medici arrivati in Gran Bretagna dal Medio Oriente per costruirsi una carriera. Un dato che fa riflettere su come Al Qaida riesca a fare presa non soltanto su giovani alienati, ma anche su chi può permettersi di guardare con ottimismo al proprio futuro.

Due medici insospettabili Uno dei due medici è un giovane con una brillante carriera da neurologo davanti a sè: Mohammed Jamil Abdelkader Asha, un 26enne giordano, arrestato insieme alla moglie Dana, 27 anni, lungo l’autostrada M6 nella contea del Cheshire, non lontano da Liverpool. L’altro è un iracheno di nome Bilal Abdulla, si è laureato a Baghdad tre anni fa ed è uno dei due uomini che a bordo di una jeep Cherokee in fiamme sono penetrati nell’aeroporto di Glasgow tentando di farsi esplodere. Asha si è trasferito nel Regno Unito nel 2005 e lavorava presso il North Staffordshire Hospital di Stoke-on-Trent, non molto lontano da Manchester. Abdulla ha studiato medicina a Baghdad e in Gran Bretagna lavorava presso il Royal Alexandra Hospital di Paisley, nella periferia di Glasgow, lo stesso ospedale dove è ricoverato in condizioni gravi il suo "compagno" della Cherokee, quello che si è dato fuoco riportando profonde ustioni.

Istruiti e intelligenti «Sono persone estremamente istruite e intelligenti. È stato insegnato loro come guarire la gente, ma nonostante ciò stavano progettando atrocità incredibili», ha detto una fonte dei servizi di sicurezza britannici al tabloid Daily Mail. E mentre secondo fonti interne alle indagini, Asha, la cui famiglia è originaria di Hebron, in Cisgiordania, potrebbe essere il cervello che ha progettato i tre falliti attentati, il padre, Jamil Abdelkader Asha, fa sapere dalla Giordania di non poter immaginare che il giovane medico potesse avere «altri obiettivi se non quello di continuare i propri studi in Gran Bretagna». «Mio figlio è incapace di perpetrare simili atti», ha detto Jamil Asha, un maestro in pensione, 60 anni, padre di sei maschi e di due femmine. «È un ragazzo minuto, che non ha mai fatto sport. È tranquillo e si arrabbia molto raramente», ha aggiunto, appellandosi al re giordano Abdallah II affinchè intervenga con le autorità britanniche in favore del figlio. L’uomo ha poi raccontato che il giovane medico «nel 2005 ha lasciato la Giordania insieme alla moglie e ai figli alla volta del Regno Unito per seguire un corso di specializzazione in neurologia».

Aria da intellettuale L’appartamento dove Mohammed è cresciuto ad Amman è modesto, al terzo piano di un palazzo in un quartiere popolare di al-Zouhour all’est della capitale giordana. Le foto mostrano un ragazzo dai capelli scuri, con gli occhiali, fisico ordinario. «Ha l’aria da intellettuale» dice suo padre. Un’altra foto mostra Mohammed con la camicia bianca e la cravatta, mentre riceve il diploma di maturità dalle mani della regina Nour (la vedova del defunto re Hussein, padre dell’attuale re Abdallah II con lui nella fotografia). La regina è la madrina della scuola del Giubileo, una scuola per i ragazzi più bravi, dove ha seguito i suoi studi secondari.

Voti eccezionali «È stato ammesso al Giubileo perché aveva voti eccezionali», racconta ancora il padre. «Alla maturità è arrivato terzo in tutto il regno, questo gli ha permesso di ottenere una borsa di studio per l’Università ad Amman». «Mohammed si interessava solo agli studi, era brillante. Voleva diventare un eccellente chirurgo e non si interessava di politica. Non faceva parte nemmeno delle associazioni di studenti all’Università. Non aveva tempo per frequentare le moschee, studiava sempre» dice il padre.

Moglie insegnante E a sentire i vicini del dottor Asha della loro casa a Priam Close, a Newcastle-under-Lyme, ora sotto setaccio da parte della polizia, nè lui nè la moglie Dana rispondevano all’identikit del terrorista. A quanto pare la giovane donna lavorava come insegnante part-time e distribuiva cataloghi di vendite per corrispondenza. «È una donna molto piacevole. Sembrava molto timida, ma una brava persona», ha detto una vicina.