I due «Onorevoli wanted» ci sono ma non si vedono

Erika Falone

Al Salone Nautico, sì. Al faccia a faccia con Marco Travaglio, no. L'onorevole Massimo D'Alema e il viceministro dei Trasporti Cesare De Piccoli ieri mattina erano a Genova per il varo della quarantaseiesima edizione del Salone. Ma se si tratta di partecipare alla presentazione di «Onorevoli wanted», anche questa a Genova solo poche ore prima, non se ne parla proprio. L'ultima fatica di Marco Travaglio e Peter Gomez, infatti, è stata presentata venerdì sera alla Casa della legalità e della cultura, a Certosa. Proprio in quella sede, Travaglio aveva invitato tutti gli onorevoli «wanted» - trasversali, a destra e a sinistra, tra cui anche D'Alema e De Piccoli - per un contraddittorio aperto. Il libro riporta nomi, cognomi e reato dei parlamentari «diversamente onesti»: dal finanziamento illecito alla truffa, dall'associazione mafiosa alla corruzione giudiziaria, per arrivare alla contraffazione di vini. Sono ben 82 i nominativi che appaiono sulla la lista stilata da Travaglio, che si ispira a quella compilata tempo fa da Beppe Grillo, diffusa poi su internet attraverso il suo famoso blog. Nessuno, però, si è presentato per confutare le tesi di «Onorevoli wanted». «Sarà stato certamente lo sciopero dei bus a bloccarli - commenta Travaglio -. Peccato, perché eravamo pronti a sentire la loro versione». In effetti, alla Casa della legalità era tutto pronto, con tanto di telecamera per registrare e trasmetterlo via web. Non si sa mai, sarebbe potuta emergere anche qualche «confessione» scottante. Non c'è stato nessuno scontro aperto, invece. E dire che alcuni degli invitati speciali erano già in viaggio verso Genova, direzione Nautico. Ma forse non volevano correre, prima, il rischio di finire a bagno.