I due pesi del Coni: a Roma paga a Milano chiede

V orrei rispondere punto per punto alla «Filippica» di Filippo Grassia del 5 dicembre, dal titolo «Milano poco olimpica», in modo da chiarire alcune questioni sulla gestione dello sport nella città di Milano. Innanzitutto, Grassia sostiene che «Milano non ha un solo impianto degno di ospitare neppure un campionato europeo». Mi permetto di ricordare i campionati mondiali di canottaggio all'Idroscalo, o gli europei di pallavolo, basket, hockey su ghiaccio al Forum - che è a tutti gli effetti un impianto cittadino -, o i mondiali di arti marziali della settimana scorsa al Palalido, o i campionati di atletica che anche lo scorso anno si sono tenuti, appunto, all'Arena. Ora la pista di atletica del più antico impianto cittadino è da rifare, e infatti è in corso il progetto e il finanziamento affinché i lavori vengano svolti durante la pausa estiva del 2006. Per quanto riguarda invece il finanziamento del Villaggio dello Sport di Rogoredo, appena sarà pronto il progetto verrà definito il contributo pubblico.
A proposito di progetto Olimpiadi, certo, Roma è messa meglio di Milano: lì il Coni gestisce e paga gli impianti, mentre nella nostra città il Coni chiede impianti e contributi al Comune. La data del 2016 è improbabile per l'Italia, non solo per Milano, visto che è appena stata assegnata l'Olimpiade precedente a Londra, e di solito si cambia continente. Non è dunque un dubbio di Albertini, ma un'ipotesi sensata.
La critica di De Corato alla maratona giunge in una giornata comunque particolare per la città. Più volte è stato chiesto alla Regione di far coincidere la data della manifestazione - che segue un calendario internazionale - con le giornate a piedi. Al di là di ciò, è evidente che i milanesi non sono appassionati di maratona, ma forse lo sport non si fa amare per colpa di qualcuno.
I 152 milioni di euro del Credito Sportivo non sono stati usati per una ragione molto semplice: che le associazioni non sono riconosciute da questo ente, e varie società sportive si sono dovute rivolgere ad altre banche.
Ed infine, non esageriamo, il mio bilancio non è inferiore a quello di Bussero: ci sono in capitolo 10 milioni di euro per i contributi, e 9 per gli investimenti. Che il progetto delle Olimpiadi sia comunque un'opportunità per far crescere lo sport e la città, non solo dal punto di vista impiantistico, su questo, almeno converrete.
*Assessore allo Sport
del Comune di Milano