I familiari del rapito: «Siamo commossi»

da Bonorva (Sassari)

La famiglia di Giovanni Battista Pinna si è detta commossa per i numerosi attestati di solidarietà e ringrazia in modo particolare il Papa per il suo appello all'Angelus in cui ha chiesto la liberazione dell'allevatore rapito il 19 settembre scorso.
Lo ha fatto ieri sera attraverso un comunicato nel quale si ribadisce l'ansia e la preoccupazione per il loro congiunto e si rinnova la disponibilità verso i rapitori. «Aspettiamo da essi un segnale chiaro - scrive la famiglia Pinna - qualsiasi canale vogliano usare, che da parte loro indichi la volontà di porre fine a questa dolorosissima vicenda».
I ringraziamenti della famiglia Pinna sono rivolti anche all'arcivescovo di Sassari Monsignor Paolo Atzei, al parroco di Bonorva, ai sardi «che nell'isola e fuori dall'isola hanno espresso, insieme a tanti altri uomini e donne di buona volontà, la loro vicinanza in molteplici forme». E ancora: «Ringraziamo il presidente regionale dell'Anci Tore Cherchi, il Comitato “Titti libero” che, con le sue iniziative - scrivono i familiari dell'allevatore - tiene desta l'attenzione pubblica. Ringraziamo il mondo della scuola, quello dello sport e quanti, con scritti e riflessioni, hanno illuminato questo momento buono. Un grazie ai carcerati non violenti che hanno preso le distanze da questo crimine». Infine, l'appello ai sequestratori: «Ribadiamo l'ansia e la preoccupazione per il nostro caro e manifestiamo, ancora una volta, la disponibilità verso i rapitori di Giovanni Battista. Attendiamo da essi un segnale chiaro, qualsiasi canale vogliano usare, che da parte loro indichi la volontà di porre fine a questa dolorosissima vicenda». E a «parlare» è anche il paese, punteggiato di drappi bianchi alle finestre: «Titti, ti aspettiamo presto. Vogliamo riabbracciarti». Bonorva non si arrende: il neonato Comitato spontaneo di cittadini ha dato vita ad una serie di iniziative di mobilitazione e il paese ha risposto compatto. Le parole del Papa hanno risvegliato l'attenzione nell'opinione pubblica. E già per il 7 novembre il Comitato ha organizzato una nuova manifestazione per la liberazione di Titti. Sul fronte delle indagini non sembrano esserci novità, anche perché il riserbo degli inquirenti è massimo. E quello che a prima vista sembrava essere un sequestro lampo, ora sembra essere diventato un rapimento «tradizionale».