I fan assediano Vasco Rossi premiato all’Anteo

Il minifilm ambientato a Los Angeles e sul Mar Rosso regala l’ennesima medaglia al pluridecorato «Blasco»

Antonio Lodetti

Vasco è sempre Vasco, anche quando non canta mobilita le masse. Anche quando ritira il Premio Videoclip Italiano come è accaduto ieri pomeriggio al Cinema Anteo. Cori, urla, canzoni, tifo da stadio: così centinaia di fan hanno accolto l’arrivo del «Blasco», che ha conquistato il premio - organizzato da Domenico Liggeri in collaborazione con l’Università Iulm e il sito Rockol - per il miovieclip È solo un rock and roll show.
Una nuova medaglia sul pluridecorato petto di Vasco, che solo pochi mesi fa, sempre dalla Iulm, ha ricevuto la laurea honoris causa. «A questi riconoscimenti non ci si abitua mai - ha detto il rocker -; un premio è una grande soddisfazione, ma per me è ancora più bello arrivare al cuore della gente».
Il video premiato in realtà è un vero e proprio film in cui compare anche Franco Nero; è stato girato a Los Angeles e nel deserto del Mar Rosso su un’idea di Vasco Rossi insieme al giallista Carlo Lucarelli per la regia di Stefano Salvati. Uscito in settembre (la colonna sonora è composta dai brani dell’album Buoni e cattivi) è già video di platino dopo aver venduto 100mila copie. Vasco interpreta se stesso alle prese con una fan irriducibile, che alla fine gli punta addosso una pistola minacciando di ucciderlo. È la metafora della sua vita, e di quella di tante rockstar distrutte dal successo.
Durante la premiazione Vasco ha ribadito e allargato un concetto espresso alcuni giorni fa. «Mi ritirerò prima di diventare vecchio e patetico», aveva detto. Ieri, parlando del film e di sé stesso ha spiegato: «Una vera rockstar dovrebbe finire in modo spettacolare piuttosto che finire in un ospizio. L’uomo non è importante, può anche sparire, l’importante è che resti la sua musica». Come è accaduto a grandi del calibro di Jimi Hendrix e Jim Morrison.
«La nuova sfida era riuscire a coniugare insieme due linguaggi, quello del video e quello del cinema. Mi piaceva l’idea di realizzare una fiction che riassumesse tutti i video dell’ultimo album; una fantastoria thriller con una sceneggiatura piccante».
Il film, naturalmente romanzato, è in gran parte autobiografico. «Nella pellicola ripercorro anche alcune tappe della mia vita - ha proseguito Vasco, togliendosi un sassolino dalla scarpa -, soprattutto quando venivo attaccato dalla censura e quando chi mi ascoltava era costretto a farlo di nascosto. Io non sono cambiato, le canzoni sono sempre quelle, quindi probabilmente è cambiata l’aria attorno a noi».