I fan di Fiorella gridano al complotto

Da qualche giorno i fan di Fiorella Mannoia hanno invaso il sito della cantante romana con una valanga di mail roventi. Oggetto della catena umana un articolo apparso su queste pagine intitolato: «Se la Mannoia fa la brasileira vicino a Gil». Il pezzo faceva riferimento alla sua performance come special guest a un concerto del ministro della Cultura brasiliano, e alla sua discutibile investitura di «ambasciatrice» del samba in Italia.
Apriti cielo. Gli aficionados dell’autrice di Onda Tropicale urlano al complotto, giustificato anche dalle tendenze politiche del Giornale che (chissà perché) sconfinerebbero anche nella musica. «Io ci vedo tanto la mano di qualcuno a cui Fiorella sta sulle palle di brutto» ipotizza tale Mapi. Interessante. Per Marco da Foggia la risposta è dietro l’angolo: «Lo sappiamo tutti che il Giornale è di destra, a servizio della destra, per quelli di destra...». Una manovra politica dunque, un po’ come quando negli anni ’30 il regime fascista provò a boicottare lo swing definendolo «barbara musica negra» (meno male che Berlusconi non è più al potere). Ma c’è anche chi entra nel merito e lancia siluri contro una critica «sconcertante» e «disinformata» anche se, ribadisce un sedicente Barone, «degna del generale livello della testata». Il giornalista, insomma, ha preso lucciole per lanterne, vedi la «favola» di Fiorella ambasciatrice della musica brasiliana in Italia. «Ambasciatrice de che? Ma quando? - tuona un fan - manco dopo una bella canna carica, direi!..». Gli fa eco un altro della banda del complotto, che per l’occasione adotta il nickname di SilvioP2: «Fiorella ha ripetutamente dichiarato di non voler essere l’ambasciatrice di nessuno, visto che la musica brasiliana in Italia si “ambascia” da sola!». Fan agguerriti ma un po’ distratti, al punto da essersi persi, pur assidui navigatori della rete, un’interessante videointervista della Mannoia su «Kataweb Musica» in cui dichiara testualmente: «Io mi sono fregiata, non so se meritatamente, non sta a me dirlo (appunto), del ruolo di ambasciatrice di un mondo e di una cultura che amo (...)».
Ma per i fan l’imperdonabile errore del cronista è non aver compreso il vero spirito che muove la «Rossa» nelle interpretazioni delle cover, che è «quello di filtrare con la sua personalità i pezzi piuttosto che stravolgerli». Roba da psicoanalisi.
No, secondo «Hernano», Fiorella paga per aver «auspicato su l’Unità la candidatura di Nanni Moretti nel Pd». Nulla da dire in verità, e neppure sulle qualità artistiche della Mannoia. Soltanto, riguardo ai concerti dei brasiliani, viene in mente una vecchia battuta di Risi fatta proprio a Moretti: «Nanni spostati, facci vedere il film».