I «fantastici 4» alleati per abbattere Silvio

RomaI fantastici quattro dell’antiberlusconismo militante quando si mettono insieme si esaltano, si magnificano, si irrobustiscono. Diventano, se possibile, ancora più supereroi. Come i personaggi del fumetto creato da Stan Lee e Jack Kirby hanno sèguito, si presentano come onnipotenti forze del bene, a fronte di un sacco di nemici. Come Mister Fantastic, la Donna Invisibile, la Torcia Umana e la Cosa combattevano contro Diablo, Dragon Man, il Pensatore Pazzo, Silver Surfer, Dottor Destino e Galactus, allo stesso modo Travaglio, l’Unità, Annozero e Repubblica guerreggiano quotidianamente contro una lunga schiera di avversari: Berlusconi, il Cavaliere, l’uomo di Arcore, il premier, il presidente del Consiglio, il patron di Mediaset e persino il presidente del Milan.
Mister Fantastic-Travaglio, leader del gruppo, scienziato che può allungare il proprio corpo, è senza dubbio il genio scientifico-giustizialista del quartetto. È l’asso di picche del poker che si fa jolly, ed è gommoso nell’eloquio quanto lo sono le sue membra nel dilatarsi su tutti i media disponibili: edicola, web e tv, dove picchia come un fabbro ma con toni gentili, dove rivendica il diritto a odiare e vedere al Creatore le persone, dove afferma di volere i nemici dietro le sbarre e dove per i suoi scopi utilizza brandelli di Montanelli ma soltanto quelli che gli fanno comodo. Scaltro e capace, in televisione riesce a farlo quasi sempre senza contraddittorio, salmodiando veleni con i quattrini del canone Rai in saccoccia. Così come il suo compare Torcia Umana-Santoro, star dal pelo rossiccio, in grado di prendere fuoco come nei fortunati episodi in cui cantava «Bella Ciao» o incendiava il suo datore di lavoro di viale Mazzini, Massimo Liofredi. Arde spesso e volentieri ma sempre e soltanto a senso unico. Poi c’è la Donna Invisibile-Unità, capace di creare campi di forza indistruttibili come piazzare una foto del suo acerrimo nemico Berlusconi, incerottato perché gli hanno appena spaccato la faccia, accanto a quella di Mussolini, anch’esso bendato perché vittima di un attentato nel lontano 1926. Silvio uguale Benito, insomma, e chissenefrega se il primo è stato eletto democraticamente dalla maggioranza degli italiani. E che dire della Cosa-Repubblica? Ha una resistenza sovrumana: è capace di cantilenare per mesi dieci domande per dipingere il nemico come noto pedofilo e puttaniere ed è in grado di infarcire le proprie pagine di scatti scippati dalla casa dell’avversario. È un vero e proprio esperto nella guerra del gossip ma soprattutto possiede una forza gigantesca, enorme, praticamente debenettiana.
Non sempre affiatati l’un con l’altro, i quattro supereroi ogni tanto si fiancheggiano, si aiutano, si soccorrono. Come nell’ultima puntata: Mister Fantastic dà voce alla Cosa, la Cosa riprende Mister Fantastic; la Donna Invisibile solidarizza con la Cosa, la Torcia Umana e Mister Fantastic; la Torcia Umana difende Mister Fantastic.
Tradotto: il Fatto di Travaglio intervista Ezio Mauro di Repubblica il quale dice che Travaglio ha ragione, che Berlusconi semina odio, che Berlusconi è regista dei propri scandali, che la democrazia sta degradando. Repubblica dice che Travaglio ha ragione, che Berlusconi semina odio e che Berlusconi è regista dei propri scandali. L’Unità esprime solidarietà a Repubblica, ad Annozero e al Fatto «sottoposti a un duro e intimidatorio attacco» da parte di Berlusconi che semina odio. Ad Annozero Santoro difende Travaglio «attaccato e sottoposto a un vero e proprio massacro mediatico», critica Berlusconi che semina odio e fa gli auguri di Natale a Spatuzza e a chi odia Berlusconi.
Insomma, la combriccola dei fantastici quattro serra le file e sogna la vittoria finale avvalendosi del loro vero super potere: quello di rappresentare la realtà fino a trasfigurarla nei loro più intimi convincimenti. Certi di aver ragione, di interpretare il bene e il giusto senza mai un’ombra di dubbio, di essere missionari di salvezza del Paese, dipingono il presidente del Consiglio come mafioso, mostro, male assoluto, dittatore e megacriminale. Un personaggio da abbattere, eliminare, distruggere. Dimenticando, però, che il Dragon Man di Arcore è soltanto un italiano che s’è presentato alle elezioni. Tre volte a vinto e due volte a perso. Così, democraticamente.