I farmaci generici? Non convincono

Costano meno dei farmaci di marca, hanno lo stesso principio attivo, ma non per questo ispirano simpatia nel consumatore. È questo lo strano destino dei medicinali che appartengono alla categoria dei generici. A distanza di cinque anni dalla loro entrata sul mercato qualcosa però sta iniziando a cambiare e, mano a mano che passa il tempo, la gente sembra mostrare meno diffidenza nei loro confronti. Al punto che oggi, su quattro medicinali venduti uno di questi è un generico. Per avere un quadro più ampio della situazione che si sta venendo a delineare abbiamo fatto un giro delle farmacie. «Il concetto di generico pare essere entrato ormai nella testa della gente - spiega il titolare di una farmacia al Colle Oppio -, le persone sanno finalmente di cosa si tratta. Tuttavia, qui continuiamo a riscontrare due atteggiamenti nettamente distinti. Da una parte c’è chi si rifiuta categoricamente di comprare il generico ed è disposto a pagare una somma più elevata pur di avere il farmaco originale, e dall’altra invece c’è chi si fida ciecamente».
Da cosa dipende questa diversità di approccio è difficile stabilirlo. «Ho ravvisato che le fasce culturalmente più elevate non esitano a optare per il generico - prova a fornire una spiegazione un farmacista del Trionfale - mentre gli anziani, o chi magari è meno informato, manifesta una certa reticenza, e quando acquista il generico lo fa quasi con rassegnazione». La parola «generico» mette l’accento sul rapporto di equivalenza che lega queste due tipologie di medicinali. In sostanza l’uno vale l’altro, cambia solo il colore della scatola e il nome della casa che lo produce. Anche se, ci fa notare Osvaldo Moltedo, consigliere di Federfarma Roma, nella comunità scientifica c’è chi sostiene che la biodisponibilità del principio attivo varia in base agli eccipienti e agli aggreganti utilizzati, che solitamente differiscono da quelli presenti nel farmaco originale. «A ogni modo - aggiunge - la gente si sta abituando ad acquistare i generici. Ma bisogna tener conto che quando l’azienda produttrice del farmaco originale abbassa il prezzo di suddetto farmaco, per salvaguardarne la competitività, in molti tornano a prediligerlo a discapito del generico». «Il mercato è in crescita - spiega il titolare di una farmacia all’Aurelio -, sono sempre più numerosi i clienti che ci chiedono il generico. Pesa, in questo senso, l’aspetto economico, dato che tra il generico e il farmaco originale a volte c’è notevole differenza di prezzo».
Nonostante l’avvio incerto il generico sta prendendo piede, costringendo le grandi aziende farmaceutiche a decurtare il costo dei farmaci griffati per non perdere una fetta di mercato. «Oggi viene percepito come un equivalente del farmaco di marca, soprattutto fra i giovani», racconta il dottor Serraino, titolare una farmacia a piazza Mazzini. Mentre il consigliere comunale di Forza Italia Fabio De Lillo, anch’egli farmacista, ribadisce: «Il farmacista è innanzitutto un dispensatore di salute e il suo compito è quello di curare i clienti facendo in modo che spendano il meno possibile. Qui risiede la grande differenza fra il farmacista e il commerciante, la cui filosofia invece è improntata al guadagno».