I «feriti» di Piazza Affari all’esame del 2009

Dopo l’aperitivo di venerdì scorso, il vero battesimo del 2009 di Piazza Affari sarà quello di oggi. E la prima settimana intera della Borsa servirà per vedere che aria tira tra i molti titoli infettati dal virus della crisi. E tre in particolare: Unicredit, Fiat e Telecom.
Per la banca che Alessandro Profumo guida da un decennio, parte oggi l’aumento di capitale da 3 miliardi. È l’operazione prima a lungo negata, per gran parte dell’anno scorso, infine decisa in gran segreto nel primo weekend di ottobre, per far fronte alla debolezza della patrimonializzazione del gruppo, colpito come nessun altro in Italia dalla crisi finanziaria innescata dai mutui subprime. La cifra della débâcle è quella dell’andamento in Borsa del titolo: -66,7% in dodici mesi, da quota 5,5 agli 1,85 euro della prima chiusura del 2009. In realtà l’aumento di capitale è destinato ad andare deserto: il prezzo di offerta, 3,083 euro per azione, è più alto di quello corrente (1,8-1,9), dunque nessuno ha interesse a sottoscrivere. Unicredit incasserà comunque i 3 miliardi, grazie all’emissione di bond convertibili nelle azioni che resteranno inoptate (operazione garantita da Mediobanca). Ma al di là dello svolgimento dell’operazione, l’aumento di capitale rappresenta un passaggio decisivo per valutare la capacità della banca di risalire la china, verso una quotazione azionaria più vicina ai valori abbandonati nel corso del 2008. La tenuta del titolo nei prossimi 3-5 mesi (fino all’assemblea di bilancio) sarà importante per capire se Profumo rimarrà o no al vertice dell’istituto.
Si gioca molte delle chance di risanare il suo gruppo anche Franco Bernabè, numero uno di Telecom Italia. Il 2008 è costato al titolo la discesa da 2,09 euro, a 1,18 di venerdì. Con lunghi momenti, nell’autunno scorso, passati sotto quota un euro. Ma già nei prossimi giorni Bernabè affronterà il giudizio comunitario sul suo piano di separazione funzionale della rete - cosiddetto Open Access - che verrà presentato dall’Agcom (l’Authority italiana) al commissario Ue Viviane Reding entro questa settimana. Ma non è tutto: entro metà mese Telecom dovrebbe esercitare i diritti di opzione per prendere il controllo di Telecom Argentina dal gruppo Werthein. Ma l’autorità Antitrust locale ha invitato Telecom ad astenersi. E il rischio di scontro con i Werthein cresce di ora in ora.
La Borsa dovrà fornire i primi verdetti sul futuro del gruppo Fiat, che nel 2008 ha visto infrangersi contro la crisi il sogno della rinascita, che sembrava ormai a portata di mano: 72% è quanto ceduto il prezzo delle azioni del Lingotto, passate da 17 euro a meno di 5 (4,87 il prezzo di chiusura di venerdì). Gli ultimi dati del mercato, quelli di dicembre, sono stati meno pesanti del previsto. Ma non basta: all’orizzonte la strada obbligata è quella di un’alleanza importante con un altro produttore europeo, con il gruppo Peugeot in prima linea. In settimana inizia il salone auto di Detroit, particolarmente atteso. Dove i vertici dei due gruppi potrebbero anche incontrarsi.