I figli di Lady D ammettono: "La sua morte è un giallo"

Per la prima volta dopo 10 anni William e Henry parlano dell’incidente dell’Alma, dove ha perso la vita la principessa Diana

Londra - «Gli ultimi dieci anni sono trascorsi molto lentamente, ma lei è sempre stata con noi». Nel decimo anniversario della morte di Lady D, i suoi figli hanno concesso alla tv americana Nbc Today un’intervista in cui parlano della sua morte, del mistero che ancora avvolge i fatti di quella tragica notte d’agosto, il dolore degli anni vissuti senza di lei. L’intervista serve a pubblicizzare il megaconcerto di Wembley che William e Harry hanno organizzato in memoria della madre per il primo luglio. Prenderanno parte star come Elton John, Duran Duran, Rod Stewart, Lily Allen.

Una scelta quella dei ragazzi che sarebbe piaciuta molto alla principessa dei cuori, rimasta per molti suoi fan l’eterna ragazza che amava il ballo e le canzonette pop. Nell’intervista i suoi figli hanno parlato anche dell’incidente automobilistico nel tunnel parigino dell’Alma dove Diana rimase uccisa insieme al compagno di allora, Dodi al Fayed, figlio del noto proprietario dei magazzini Harrods.Asorpresa Harry ha ammesso che la loro morte rimane tutt’ora un mistero. «Per mepersonalmente – ha dichiarato il secondogenito di Diana eCarlo – nessuno saprà mai che cosa è veramente accaduto in quel tunnel. E sono sicuro che la gente continuerà a pensarci e a chiederselo sempre». Il principe William ha detto che la morte della madreè un pensiero costante nella loro vita quotidiana. «Dopo quella notte, ci pensiamo sempre. E non passa giorno che io non mi ricordi di quel terribile evento almeno una volta».

Certo per loro non deve essere stato un periodo facile. Essere rampolli di sangue blu, carini, ricchi e famosi con una matrigna ingombrante come Camilla, a volte non è una passeggiata. Soprattutto quando sei costretto a vedere la foto di tua mamma perennemente schiaffata sui giornali scandalistici, la sua vita privata rivoltata come un calzino alla disperata ricerca dell’amorazzo ancora sconosciuto, dell’amante che vuota tardivamente il sacco, del maggiordomo e dell’ex amica di turno che promette rivelazioni inedite su Diana in un libro. «Da quando è morta – ha spiegato Harry – non c’è mai stata pace per nessuno di noi, la sua faccia era sempre sui giornali. In questi dieci anni però io penso che lei sia sempre rimasta accanto a noi». Il principe ha poi affermato di pensare che la madre sarebbe stata orgogliosa di come lui e William stiano tentando di vivere all’insegna della normalità. «Credo che sarebbe felice di vedere in che modo affrontiamo le cose, un po’ meno felice invece di sentire quello che pensa o dice la gente di questo. Di solito la gente pensa che dovremmo smetterla di tentare di essere normali perché di fatto non lo siamo e abbiamo delle responsabilità. Il che è vero e noi ce ne rendiamo conto. Ma nelle nostre vite private vorremmo essere il più normali possibile».

Restando in argomento l’intervistatore ha chiesto allora ai due fratelli che cosa avrebbero voluto fare se non fossero nati nella famiglia Reale. «Quand’ero piccolo volevo essere un poliziotto, ma ora non più – ha risposto William – preferirei lavorare per le Nazioni Unite, forse come pilota di elicotteri». Il principe Harry invece avrebbe voluto diventare una guida di safari in Africa. Desideri quasi da ragazzini i loro, fantasie quasi normali per giovani uomini senza corona. Ascoltandole, quasi ci si dimentica che a esprimerle sono i figli dell’erede al trono d’Inghilterra.