I film di Locarno tra fantastico e denuncia sociale

Patrizia Rappazzo

da Milano

Un programma ricchissimo di stili e tensioni narrative per la 58ª edizione di Locarno (dal 3 al 13 agosto), Festival internazionale diretto da Irene Bignardi che da quest’anno lascia l’incarico per tornare alla sua attività di critico cinematografico e all’insegnamento all’Università di Venezia. «Alla fine di tutti nostri “viaggi” - dice la Bignardi - ci siamo accorte che il 2005 è comunque in generale un anno difficile per il cinema internazionale d'autore. Questo uno dei motivi per cui abbiamo selezionato diversi titoli provenienti da zone di confine dove ancora c’è una certa vitalità e che non si modella sui cliché classici del cinema tradizionale». Un palinsesto rappresentativo di ben 38 Paesi che si articola in numerose sezioni. Tra le altre: Concorso Internazionale, 16 titoli più fuori concorso Face addict, storia autobiografica del fotografo svizzero Edo Bertoglio; Piazza Grande, 15 pellicole; Concorso Video, 21 lavori; Cineasti del Presente, 28 film; «I Pardi di Domani». Senza dimenticare la mostra dedicata a Vittorio Storaro, con la proiezione di 7 film, l’attesissima retrospettiva dedicata a Orson Welles; Yo Soy Cuba, omaggio all’industria cinematografica cubana e, per il terzo anno, la sezione dedicata ai Diritti Umani, 16 titoli, tra cui due provenienti dall’Iraq: Little birds e Voices of Iraq, girati e diretti da donne. Tre le linee guida di questa edizione, da una parte i temi personali (come in Nine lives di Rodrigo Garcia e Snow White di Samir), dall’altra i temi sociali, cui si aggiunge un filone di intonazione fantastica (The Piano Tuner of Earthquakes dei fratelli Quay, Mirrormask di Dave Mckean e 20 cm, musical di Ramon Salazar, storia di un transessuale che non riesce liberarsi del suo membro). La ricerca psicologica e la dimensione onirica sono la chiave di lettura di altri film, tra cui La guerra di Mario, film d’accusa sociale di Antonio Capuano che porta in scena la personalità disturbata di uno scugnizzo adottato da una famiglia napoletana e Per sempre di Alina Marazzi, che indaga negli spazi di chi ha scelto di chiudersi al mondo, in clausura. Tra gli altri italiani, nella sezione Cineasti del Presente, Gas di Luciano Melchionna, Fuori vena di Tekla Taidelli, Sangue - La morte non esiste di Libero Di Rienzo, titoli accomunati dal tema del disagio giovanile e In un altro paese, film di denuncia di Marco Turco che indaga sulle stragi di mafia. Tra i titoli del concorso video Hiden inside the mountains di Laurie Anderson, in equilibrio tra videoarte e narrazione, Coma di Mike Figgs e Haza di Shinya Tsukamoto. In Piazza Grande, l’indiano The Rising di Ketan Metha con Aamir Khan, il francese Zaina cavaliere dell'Atlas sulla fascinazione europea del mondo arabo.