I finiani respinti dai falchi Pdl trescano con l’Udc

Il sindaco è stretto tra falchi e colombe del Pdl. L’apertura di Letizia Moratti ai finiani ha già scatenato mal di pancia negli ex An. «Ho sempre mostrato massima apertura di fronte a tutte le formazioni politiche - ha detto due giorni fa il sindaco - l’Udc è in giunta e in maggioranza da sempre nonostante a livello nazionale stia all’opposizione». Ma in vista del vertice con i coordinatori ed esponenti locali del Pdl domani a Palazzo Marino, che si concentrerà anche sulla richiesta dell’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna di un riconoscimento di Fli in Comune, i colonnelli di Ignazio La Russa mettono in chiaro la linea. «Landi pensi a fare bene il suo lavoro, e ringrazi di continuare a fare l’assessore alla Salute». Anzi, «è una delega a cui teniamo molto, quindi si concentri su quella e la smetta di ragionare su maggioranze variabili». Il vice coordinatore cittadino Marco Osnato puntualizza che «il caso di Fli non è assolutamente paragonabile all’Udc» e «le previsioni dei finiani sul territorio sono fin troppo rosee, saranno costretti a ridimensionarle molto a breve». Secondo Osnato insomma la richiesta di un riconoscimento è prematura, «la loro presenza politica ora è assolutamente irrilevante, non ci impegniamo neanche a cercare altri accordi da qui alle elezioni». I rumors su pidiellini pronti a saltare nel partito di Fini non lo allarmano. In Comune, dopo Landi solo la consigliera comunale Barbara Ciabò si è dichiarata futurista. Non si sono ancora tradotti in atti concreti i rumors sul presidente dell’aula Manfredi Palmeri, sul consigliere Aldo Brandirali, in Provincia sul consigliere Giuseppe Russomanno. Né la «minaccia» sollevata durante una riunione tra Pdl da Angelo Giammario, ex assessore regionale.
La corrente più vicina al coordinatore regionale Guido Podestà invece arriverà all’incontro di domani con spirito positivo. «Milano è sempre stata un laboratorio - premette il capogruppo comunale del Pdl Giulio Gallera -, anche negli ultimi anni è riuscita a unire i partiti moderati in un’ottica di buongoverno e sono ottimista e fiducioso che riusciremo anche questa volta. Fli rientra nella categoria, faremo un richiamo a loro, Udc ed eventuali altre realtà laico-riformiste moderate per una grande aggregazione». Ma «consapevoli che Pdl e Lega possono vincere da sole le elezioni, quindi non subiremo ricatti e molto dipenderà dai prossimi mesi: l’Udc ha sempre mostrato un profilo di grande lealtà a livello locale senza creare problemi e polemiche».
E il partito di Casini proprio da Milano la «necessità di un dialogo» (o di futura alleanza?) con i finiani, la cui «presenza in città comincia a prendere corpo». Un’apertura lanciata ieri dagli esponenti riuniti nella prima assemblea territoriale dell’Udc, organizzata dal coordinatore provinciale Pasquale Salvatore.