I finiani vanno a pezzi: Ronchi lascia l'incarico Fli è già al tramonto?

Andrea Ronchi ha lasciato la presidenza dell’assemblea nazionale convocato per venerdì mattina per ratificare la linea di Futuro e libertà sui ballottaggi

Roma - Iniziano le defezioni tra le file di Futuro e Libertà. Il primo a lasciare è Andrea Ronchi che con una lettera indirizzata al presidente vicario di Fli, Italo Bocchino, si è dimesso da presidente dell’assemblea nazionale, l’organismo statutario più importante del partito, convocato dallo stesso Ronchi per venerdì mattina per ratificare la linea di futuro e libertà sui ballottaggi. Ronchi si era più volte espresso, dopo i risultati delle amministrative, per un sostegno dei candidati del centrodestra in particolare a Milano. Domani Ronchi avrebbe in programma un incontro a Milano con Ignazio La Russa, che potrebbe essere seguito da un evento pubblico nel quale ufficializzare lo strappo.

Bocchino: "Era in minoranza" "Lo considero un atto di correttezza". Così Italo Bocchino parla con i cronisti delle dimissioni da presidente dell’assemblea di Fli di Andrea Ronchi. "Visto che ha una posizione minoritaria -prosegue Bocchino- mi sembra corretto che non presieda un organismo di cui è stato eletto presidente all’unanimità". Il vicepresidente di Fli spiega che la lettera con cui Ronchi ha accompagnato le proprie dimissioni è estremamente sintetica: «solo un rigo con scritto: mi dimetto". E ai cronisti che gli chiedono se questa decisione sia propedeutica al fatto che Ronchi possa lasciare Fli, Bocchino risponde: "chiedetelo a lui". 

La Russa: "Mai presupposto uno strappo" "Nulla di strano che ci si sia sentiti anche in questi giorni, specie dopo la sua dichiarazione a sostegno di Letizia Moratti, confermata anche oggi". Lo dichiara il ministro della Difesa e Coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa. "Essendo Andrea Ronchi eletto a Milano - aggiunge La Russa - abbiamo ipotizzato che nei prossimi giorni ci si possa incontrare. Ma per la verità nessuno dei due ha mai presupposto un suo strappo col Fli, dove Ronchi con Urso, cercano di evitare una innaturale deriva a sinistra". "Quello che semmai è strano - prosegue il Coordinatore nazionale del Pdl - è che il Fli che insiste a definirsi di destra, abbia annunciato libertà di voto (e quindi di opinione) tra la Moratti e l’esponente di Rifondazione Comunista Pisapia. Ancora più incredibile poi è l’anatema di ’espulsionè contro chi volesse esercitare questa libertà di voto e di opinione a favore del sindaco Moratti. Per fortuna - conclude La Russa - i non numerosissimi elettori di Fli a Milano avranno già capito".