I finlandesi Rasmus al Rolling

Luca Testoni

Questione di punti di vista. Sì, perché il nuovo Hide From The Sun, sesto album in carriera dei quattro finlandesi Rasmus, sembra essere riuscito nell'impresa di dividere la critica musicale di mezza Europa.
I detrattori non hanno infatti mancato di bollare l'ultima fatica del gruppo esploso lo scorso anno con la hit In The Shadows (il video più trasmesso da Mtv Europa nel 2004), come un «rockettino all'acqua di rose, agile sì, ma decisamente ruffiano». O, peggio, come un «suono metà, pop adolescenziale e metà rock cattivello, ma non troppo, ammantato da persistenti atmosfere dark di maniera».
I più benevoli hanno fatto invece notare che, proprio grazie a questo lavoro - malinconico, certo, ma con evidenti ambizioni sinfoniche (si ascoltino gli arrangiamenti di archi e di pianoforte) e, a suo modo, più raffinato rispetto al predecessore Dead Letters (oltre un milione e mezzo di copie vendute in tutto il mondo!) -, il fenomeno Rasmus «risulti ormai meno effimero e modaiolo di quanto si pensava all'inizio».
Per decidere chi tra i due schieramenti abbia ragione, viene in aiuto il concerto della cricca capitanata dal cantante 26enne di Helsinki Lauri Johannes Ylönen (e di cui fanno parte anche il chitarrista Pauli Rantasalmi, il bassista Eero Heinonen e il batterista Aki-Markus Hakala), in programma questa sera al Rolling Stone di corso XXII Marzo (ore 21, ingresso 20 euro).
Incassati i pareri discordanti, il leader nero vestito della più quotata band finlandese del Vecchio Continente ha tuttavia provato a offrire il suo punto di vista. Spiegando, un'intervista dopo l'altra, come l'idea alla base di Hide From The Sun sia stata quella di unire delle melodie a tutto tondo a riff di chitarra elettrica pesanti, quasi metal, così da creare un suggestivo contrasto all'interno di ogni canzone (in genere, contraddistinta dai testi, sul depresso andante, del bel Ylönen).
«Sono sempre più convinto che la nostra musica contiene elementi che attraversano diversi generi riconducibili al concetto di rock - ha chiosato il cantante. Inutile negare l'influenza di metal band anni Ottanta come gli Iron Maiden, ma a noi piacciono da morire anche i Beatles, così come Björk, System of A Down e i Metallica. Lavorassi in un negozio di dischi, metterei comunque “Hide From The Sun” nel reparto rock. A fianco di Muse e Weezer».