I finti cattolici della sinistra attaccano la Chiesa

La sinistra contro la Chiesa cattolica, nel consiglio comunale di Genova. Ma con evidenti contraddizioni culturali e politiche. Le fa emergere Beppe Costa, membro dell’assemblea di Tursi nelle file del Pdl, cattolico con un’ampia esperienza amministrativa nella Dc: «È bastato - spiega - che nella Sala rossa si affrontasse il dibattito sulla ricaduta della manovra finanziaria sui servizi sociali, per scatenare reazioni ingiustificate nei confronti del mondo cattolico, dimenticando il contributo che con le sue associazioni dà alla nostra comunità». Il giudizio di Costa è impietoso: «Alcuni esponenti della sinistra, ad esempio Frega, hanno cercato di trovare soluzioni concrete, in termini di risparmio e di maggiore attenzione all’utilizzo delle risorse, pur con un corredo di critiche contro il governo, giudicato colpevole di tagliare i trasferimenti agli enti locali». Ma questo è ancora niente, «anche se - aggiunge il consigliere comunale del Pdl - chi critica deve rendersi conto di far parte del sistema istituzionale del Paese e, quindi, deve farsi carico di una crisi economica provocata da quei partiti da cui proprio chi critica deriva o a cui tuttora si ispira».
Il peggio, comunque, deve ancora venire, ed è tutto a carico della sinistra antagonista, «di quegli esponenti come Delpino, Nacini, Burlando, che non hanno trovato di meglio che attaccare la Chiesa cattolica, colpevole di ricevere la parte più consistente dell’8 per mille». Qui Costa ricorda i servizi sociali garantiti dalle associazioni cattoliche, come l’accoglienza ai senza tetto con il ricovero Massoero chiuso da anni, i pasti caldi ai poveri, il sostegno alle famiglie colpite dall’usura, l’assistenza di ogni genere ai bambini bisognosi, in funzione di supplenza alla civica amministrazione nella comunità. «Ecco perché - sottolinea Costa - ho voluto pronunciare il mio intervento in aula: per ristabilire i fatti ed evitare che il dibattito cadesse nel qualunquismo più becero. Purtroppo - conclude amaramente il consigliere del Pdl - devo constatare che il mio richiamo al senso di responsabilità e alla verità non è stato seguito dai colleghi della sinistra, cito la Biggi, pur frequentatori abituali di “sacrestie“ dove vantano i loro valori cristiani. È questa la contraddizione palese di chi, in questo modo, consente la disinformazione, favorisce le strumentalizzazioni contrarie alla verità e alla nostra cultura, e, facendo atto di sottomissione alla disciplina di partito, viene anche meno al dettato della propria coscienza. Ne parleremo ancora».