I fiori di Battiato al Conservatorio di Milano

Dopo un anno sabbatico di lontananza dalle scene, Battiato si
ripresenta al pubblico offrendo il nuovo repertorio
del secondo capitolo, che ancora mancava, dei suoi <em>Fleurs</em>. Domani sarà la volta di Milano

Milano - Dopo un anno sabbatico di lontananza dalle scene, Battiato si ripresenta al suo pubblico a inizio 2009 offrendo il nuovo repertorio del secondo capitolo, che ancora mancava, dei suoi Fleurs. Domani sarà la volta di Milano: fino a domenica sera, infatti, Battiato canterà nella Sala Verdi del Conservatorio.

La trilogia dei fiori Fleurs II è il capitolo conclusivo della trilogia iniziata nel 1999 con il primo storico e rivoluzionario Fleurs, che inaugurava in Italia, ma anche nel mondo, un modo originale di affrontare la rilettura di grandi canzoni del passato, sfuggendo alla logica banale della cover e avvicinandosi allo spirito innovativo delle avanguardie letterarie del Novecento, da Borges in avanti. E ognuno dei capitoli di Fleurs ha sempre stupito e stregato il pubblico per il garbo, l’eleganza, la passione dominata da un gusto sottile e aristocratico che, nonostante l’estrema finezza del pensiero musicale, riesce sempre a mantenere un fortissimo appeal popolare: dono prezioso a cui Battiato non ha mai rinunciato del tutto. E questo capitolo finale rispetta pienamente le aspettative e si presenta live in Italia dopo i clamorosi successi di Parigi e Londra nell’autunno 2008, dove ha pienamente convinto due fra le platee più esigenti d’Europa.

Le collaborazioni Oltre all’inedito Tutto l’universo obbedisce all’amore e alla splendida collaborazione con Antony, talentuosa rivelazione degli ultimi anni, il grande passato della musica italiana e internazionale domina il concerto nella nuova originale veste elaborata da Battiato, sapiente "interprete orchestratore", come egli stesso si definisce: Sitting on the dock of the bay di Otis Redding, Il Carmelo di Echt di Juri Camisasca, uno degli autori con cui Battiato aveva brillantemente collaborato nella sua giovane carriera milanese. Poi Il venait d’avoir 18 Ans di Dalida, simbolo della magnifica stagione dei chansonnier dei primi anni Sessanta, come Alain Barriére e Gilbert Bécaud, e l’immancabile Sergio Endrigo, la cui capacità di scrivere canzoni così perfette da resistere alle intemperie del tempo ha sempre affascinato Battiato.

Immancabili sorprese Nell’album Fleurs II, ma non nel live, salvo sorprese dell’ultimo minuto, molte delle canzoni vedono Battiato affiancato per la prima volta da alcune fra le voci più interessanti del panorama musicale internazionale: oltre ai già citati Antony e Camisasca, che duettano nei brani da loro composti, Fleurs II regala una splendida Carmen Consoli nell’unico inedito Tutto l’universo obbedisce all’amore, Anne Ducros nella canzone di Redding, e Sepideh Raissadat, meravigliosa cantante iraniana che in qualche modo evoca l’origine orientale dell’esotica Dalida. Accompagnato sui migliori palchi d’Italia dalla sua più rodata formazione, garanzia di assoluta armonia, Battiato ricreerà in teatro la magia di canzoni splendide in un contesto semplice e raccolto, perfetto per questo repertorio prezioso sia nei testi sia nelle musiche.

IL CONCERTO
Conservatorio
via Conservatorio 12, Milano
dal 13 al 15 marzo