I fischi dei manager zittiscono l’uomo che difende la «cura-Visco»

Da una parte Alberto Brambilla, componente del nucleo valutazione previdenziale del ministero del Lavoro, del centrodestra. Dall'altra Stefano Fassina, consigliere economico del governo Prodi e in particolare del viceministro Visco e candidato del Pd di Veltroni «paracadutato» in Liguria da Roma. In mezzo Massimiliano Lussana, il caporedattore dell'edizione genovese del Giornale, che ieri sera ha moderato il convegno organizzato da Federmanager Asdai Liguria: «Il dirigente d'azienda nella prossima legislatura tra etica del profitto e etica della responsabilità».
Il convegno si è tenuto nella sala, gremita, del centro convegni Iride. I lavori sono stati aperti dal presidente Asdai Liguria Sauro Gazzoli e dal presidente della Federmanager Edoardo Lazzati. Il dibattito si è subito surriscaldato dopo la proposta avanzata da Brambilla di ridurre l'Iva al 5 per cento e di concentrare gli sforzi per arrivare al modello statunitense dove le tasse le pagano tutti, ma dove sono di meno e soprattutto dove si può detrarre qualsiasi spesa a sostegno della famiglia, della casa, della sanità e della scuola. Fassina ha bollato come fantasie queste proposte spiegando che comporterebbero un buco di cento miliardi di euro. Ha provato a dire che negli Usa le tasse le pagano come da noi in Italia, ma dalla sala l’uomo di Visco è stato zittito immediatamente dai fischi del pubblico tutt'altro che incompetente. Un manager, Franco Ardoino, ha ricordato come avesse abitato negli Stati Uniti per sei anni e che ricorda esattamente che scaricava tutti gli scontrini e le fatture delle spese. Si è parlato anche di pensioni e Lazzati ha spiegato come la categoria dei manager sia stata quella più tartassata dal governo Prodi.