«I fischi? Mi hanno ricaricato»

Velocissimo, dice subito: «Lo sa che mi sono rivisto su YouTube e non sono andato per niente male?». Poi, più pensieroso, aggiunge: «La pagina di storia non è stata girata completamente. Per qualcuno i Savoia sono ancora contestabili. E io capisco». Nella sua suite al Royal (guardacaso), Emanuele Filiberto si siede di fianco a un tavolino con il Tapiro d’Oro (consegnato qualche giorno fa) in bella evidenza: «Visto? Mi ha portato fortuna».
Ma che fortuna, qui l’hanno fischiata.
«Solo pochi in sala. Ma non fischiano me».
E chi hanno fischiato?
«Hanno fischiato tutta l’operazione. Fischiavano già prima di aver ascoltato la canzone. Quante sono state le brutte canzoni qui nella storia del Festival? Tante. Ma nessuno ha mai fischiato».
Figurarsi, fischiavano pure Claudio Villa.
«La maggioranza delle persone che incontro, mi dice: bravo Principe. O bravo Emanuele. Qualcuno però non vede ancora questo brano per quello che è».
Ossia?
«Una canzone d’amore».
Ha sentito suo padre Vittorio Emanuele?
«Certo, è emozionato e contentissimo. Lui e mia madre sanno l’importanza che il Festival ha avuto per me».
Scusi, principe, ma suo nonno il Re avrebbe applaudito la sua partecipazione?
«Forse il nonno degli anni Settanta, prima del boom tv, sarebbe stato molto scettico. Ma oggi, se ci fosse ancora, apprezzerebbe sicuramente. E poi la sa una cosa?».
Dica.
«Il re Baldovino incise un disco nel 1960. E anche Paola di Liegi lo fece. Non sono il primo».
Inciderà un album?
«Non ci penso neanche».
Qui ha guadagnato qualcosa?
«Zero. E ci dovrebbero anche ringraziare».
Perché?
«Noi abbiamo portato gratis l’allenatore della nazionale, Lippi. Il Festival ha pagato 150mila euro un’intervista a Cassano».
Pier Luigi Bersani è venuto gratis al Festival. Ma in platea.
«Quando sono andato al Dopofestival di You Dem, mi hanno applaudito tanto».
Alla Fondazione Farefuturo di Gianfranco Fini invece ha detto che, in caso di sua vittoria, inizieranno uno sciopero della fame.
«È grave pensare che persone intelligenti si riducano a battute come questa quando c’è gente che muore di fame».
Almeno Nino D’Angelo ha «solo» minacciato di cambiare mestiere.
«È un grande cantante, spero ci ripensi. In fondo ha una famiglia da mantenere».
Che cosa ha fatto ieri sera prima di salire sul palco?
«Ho ascoltato nel mio ipod la registrazione dei fischi della sera precedente. Mi hanno ricaricato».
PGior