«I fischi al premier? Se li è cercati lui»

Berlusconi: «Sono i risultati del suo governo. Lui è attaccato, io nelle piazze non riesco a muovermi...». Fini: Unione patetica

da Milano

Ho visto che Prodi si è meravigliato delle contestazioni bolognesi. È arrivato addirittura a dire che erano organizzate. Ha ragione, erano organizzate, ma da lui stesso. Con tutto quello che fa è riuscito a mettere insieme la grande maggioranza degli italiani contro il suo programma di governo». Silvio Berlusconi torna sulla contestazione bolognese al premier e lo fa rincarando la dose: «Credo che il presidente del Consiglio si debba rendere conto che questo è il clima che c'è nel paese. Fischi a Prodi e io che non riesco quasi a muovermi a Milano, a Roma per le manifestazioni di consenso che ricevo».
Fin qui il leader della Casa delle libertà. Ma sui fatti di Bologna, com’era prevedibile, non si è ancora spenta l’eco. «Nessuno si sognerebbe mai di pilotare fischi e contestazioni in una manifestazione dove i visitatori pagano 24 euro per entrare». Concreto, dritto al sodo. Così, con sottile ironia, il capogruppo di Forza Italia al Comune di Bologna, Daniele Carella, ha commentato ieri i fischi che hanno accolto al Motorshow di Bologna. E sulla falsariga di Carella si sono mossi ieri, nel day-after del «Grande fischio» molti dei leader del centrodestra.
«Non ci si può limitare a dire - ha sottolineato dal canto suo il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini - che quelle manifestazioni di protesta siano state organizzate, come qualcuno ha detto pateticamente. Ma, al contrario, bisogna prendere atto che la contestazione di Bologna è un'espressione di dissenso che non deve sorprendere, tenuto conto dell'operato del governo. Perché gli italiani hanno già in diversi modi espresso il loro malcontento». «Non mi è piaciuta - ha aggiunto Fini - la supponenza di chi, a sinistra, ha voluto parlare di mancanza di rispetto verso il premier. Ricordo, a questo proposito, che Berlusconi ricevette un treppiede in testa e qualcuno, in quell'occasione disse che era un gesto da comprendere». «Francamente non so se erano fischi organizzati, ma sicuramente il malessere è reale. Quello che è accaduto domenica è la spia di uno stato d'animo che c'è nel Paese». Così il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, intervenendo a Porta a Porta ha voluto commentare le contestazioni piovute su Prodi, domenica al Motorshow. «Diciamo piuttosto che domenica - ha evidenziato Casini nel salotto di Bruno Vespa - si è manifestata la punta di un iceberg di quella insoddisfazione reale che c'è nel Paese».
Decisamente caustico l’intervento di Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, che ha replicato all’ironia del ministro dello Sviluppo Economico, Bersani, il quale, a proposito della contestazione incassata dal premier, ha consigliato a Prodi «di portarsi dietro d’ora in poi la claque, come Berlusconi».
«Il cattivo consigliere Bersani - ha dichiarato Bonaiuti - illude ancora una volta il povero Prodi: basta portarsi dietro una claque e oplà, gli italiani crederanno, per incanto, che il governo non mette le mani nello loro tasche, che questa finanziaria non è un diluvio di tasse e che gli asini volano...». «Quanto alla claque di Berlusconi - ha tenuto a precisare Bonaiuti - noi abbiamo portato in piazza due milioni di persone senza l'aiuto dei sindacati. Questa è la nostra sola claque caro Bersani, la gente che ci segue e che è arrabbiata contro il governo. Come, peraltro, hanno dimostrato i fischi a Mirafiori e Bologna, ovvero in casa vostra».
E se l’azzurro Fabrizio Cicchitto avverte che è «inutile gridare al complotto», il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni non usa giri di parole: «Mi sembra, in verità, che la platea dei contestatori fosse ampia, d'altra parte ci sono stati fischi all’indirizzo dell’esecutivo a Mirafiori, così come ci sono state varie manifestazioni indette dai soggetti sociali più diversi contro il governo e la finanziaria. In questo momento la coalizione guidata da Romano Prodi rappresenta meno della metà degli italiani e ci sono molti settori scontenti».